Associazioni di idee
La rovina dell'olivicoltura italiana è l'extra vergine sottocosto nei supermercati
L'industria italiana propone di stabilire per legge il divieto di effettuare vendite sottocosto, imponendo precise sanzioni amministrative. Oggi la legge Mongiello viene troppo facilmente aggirata dalla Grande Distribuzione
15 novembre 2019 | C. S.
L'Associazione Italiana dell'Industria olearia chiede un incontro con la Ministra Bellanova per porre fine ad una pratica che scredita la reputazione del prodotto e svilisce il lavoro dell'intera filiera.
Le vendite di olio extra vergine sottocosto offendono la dignità dei lavoratori e delle imprese serie, mettendo in difficoltà l'intera filiera olivicolo-olearia. E’ la denuncia di ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia che, in coincidenza con l’inizio della campagna 2019-2020, chiede alle istituzioni di intervenire sul fenomeno, che svaluta la reputazione dell’olio, trattato come una commodity di poco prezzo.
“Vogliamo interrompere una spirale perversa – spiega Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva dell’Associazione - che ha screditato negli anni un prodotto straordinario, dal punto di vista sensoriale e salutistico. Chiediamo quindi un incontro alla Ministra delle Poliche Agricole e Agroalimentari Bellanova, per porre fine al moltiplicarsi delle vendite sottocosto”. L'aggravarsi di questa tendenza ha infatti portato sempre più giù i prezzi, trasformando l’extra vergine in un prodotto civetta, ovvero messo sul mercato a poco prezzo per attirare i consumatori nei punti vendita.
La proposta di ASSITOL, già presentata lo scorso giugno a Bruxelles, in occasione della riunione del Gruppo di Dialogo Civile sul settore olivicolo-oleario, propone di stabilire per legge il divieto di effettuare vendite sottocosto, imponendo precise sanzioni amministrative. Attualmente, la normativa italiana consente la commercializzazione dell’extra vergine ad un prezzo inferiore rispetto al suo costo soltanto una volta l’anno. La realtà è però ben diversa: da anni, si assiste al ricorso al sottocosto in modo indiscriminato, soprattutto nella grande distribuzione, senza alcun riguardo per la stagionalità e con ampia discrezionalità da parte della grande distribuzione.
Questa tendenza ha svilito completamente la reputazione dell'olio extra vergine, facendo credere ai consumatori che l'extra vergine sia un prodotto di modesto valore, non soltanto commerciale “A forza di trascinare verso il basso i prezzi – sottolinea la presidente del gruppo olio d'oliva – si è ormai diffusa l'idea che l'olio d'oliva costa poco perché vale poco. Questa gara al ribasso ‘invita’ il consumatore alla ricerca del prezzo più basso, inteso come unico criterio di scelta dell’ extra vergine ”. Un autentico paradosso, se si pensa che l'extra vergine, apprezzato in tutto il mondo per il suo gusto, è considerato da medici e ricercatori un vero tesoro nutrizionale.
Al danno di reputazione sull'olio, si aggiunge quello economico su tutta la filiera olivicolo-olearia. “Il sottocosto provoca ricadute negative sui redditi di tutti gli attori della filiera – osserva Anna Cane -. Nonostante il forte impegno comune per offrire al consumatore un prodotto buono, sicuro e salutare, nessuno degli operatori coinvolti, dagli olivicoltori alla trasformazione fino alle nostre aziende di confezionamento, è adeguatamente remunerato”. La spinta al ribasso dei prezzi rende sempre meno conveniente coltivare olive, produrre olio e confezionarlo. “Questo spiega perché, come spesso lamentato anche dal comparto agricolo, il prezzo al consumatore finale, nella maggior parte dei casi, non copre i costi di produzione”, aggiunge la presidente del Gruppo olio d’oliva di ASSITOL.
Intervenire per fermare il fenomeno è ormai irrinunciabile. “Le previsioni positive sulla produzione italiana – afferma la presidente degli imprenditori – e la tendenza ad un prezzo più competitivo nei prossimi mesi, ci fanno temere il ricorso selvaggio al sottocosto. Chiediamo alla Ministra Bellanova un incontro, per porre fine ad una pratica che colpisce lavoratori e aziende nel loro impegno quotidiano e impoverisce l'attività dell'intero comparto”.
Potrebbero interessarti
Associazioni di idee
Olio di oliva italiano, in Puglia le giacenze crescono del 450%
Le scorte di extravergine made in Italy nei magazzini pugliesi passano da 7.029 a 38.695 tonnellate in un anno. Coldiretti chiede trasparenza sulle origini, controlli e strumenti di credito per evitare che le difficoltà commerciali ricadano su olivicoltori e frantoiani
01 ottobre 2026 | 09:10
Associazioni di idee
E' crisi per le aziende limentari a causa dei rincari energetici
L’Associazione Assitol, che rappresenta una galassia di imprese e settori diversificati all’interno dell’industria agroalimentare, chiede di aiutare le imprese con il credito d'imposta per i costi energetici, ormai insostenibili, e di inserire nell’agenda politica la food security
30 settembre 2026 | 13:55
Associazioni di idee
Orgoglio olivicolo si mobilita: promesse disattese nella difesa dell'olio italiano
Orgoglio Olivicolo proclama lo stato di agitazione: "sembrava che le interlocuzioni stessero portando a un cambiamento di prospettiva. Anche questa speranza è andata disillusa."
28 settembre 2026 | 14:13
Associazioni di idee
AgRI 2040, la ricerca europea deve arrivare nei campi
Copa e Cogeca chiedono alla Commissione europea di trasformare il nuovo quadro per ricerca e innovazione in soluzioni concrete, accessibili e remunerative per gli agricoltori. Al centro della strategia: suolo, acqua, salute delle colture e degli animali, biotecnologie, digitalizzazione, intelligenza artificiale e robotica
25 settembre 2026 | 15:45
Associazioni di idee
Solo primi passi per risolvere la crisi dell'olio di oliva italiano
Con l’apertura della campagna olivicolo-olearia c’è bisogno di restituire fiducia e un minimo di certezze a un comparto stremato, che è sotto pressione da mesi, con olivicoltori e frantoiani sempre più in difficoltà
21 settembre 2026 | 17:45
Associazioni di idee
Olio extravergine di oliva italiano nella GDO: FOA Italia presenta al Governo la proposta a "costo zero"
La proposta prevede l'obbligo di raggruppare gli oli extravergini in aree visive e blocchi netti e separati secondo quattro specifiche categorie di origine: DOP/IGP, 100% Italiano, Origine UE, e Origine UE/non UE
21 settembre 2026 | 17:45