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I frantoi del Salento hanno bisogno di aiuto

Sono complessivamente 491 i frantoi del Salento, di cui 251 nella sola provincia di Lecce. Chiesta la moratoria sui mutui, l’integrazione al reddito per 5 anni per i frantoi cooperativi, aziendali e industriali e interventi economici a supporto della rottamazione parziale e totale

17 luglio 2019 | C. S.

E’ importante l’impegno concreto e immediato per salvare i 251 frantoi salentini che senza interventi sono a rischio chiusura in un periodo stimato al massimo 12 mesi, visto che negli ultimi anni, per colpa delle responsabilità e dei ritardi regionali nella gestione della Xylella con errori, incertezze e scaricabarile, hanno già dismesso numerose linee di produzione, con l’azzeramento della forza lavoro. E' quanto dichiara Coldiretti Puglia, in occasione del tavolo operativo avviato al Ministero delle Politiche Agricole come stabilito nell’incontro in Puglia con il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio e il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Al tavolo hanno partecipato il capo di gabinetto Luigi Fiorentino e il direttore generale Giuseppe Blasi, insieme ad una delegazione di frantoiani della provincia di Lecce, guidata dal presidente di Unaprol Consorzio Olivicolo Italiano, David Granieri e Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

“Abbiamo chiesto certezza e tempestività nella spesa dei 70 milioni per il 2019 e di 150 milioni per il 2020, fondi CIPE da mettere a disposizione immediatamente anche dei frantoi aziendali, cooperativi e industriali, per anni rimasti ingiustamente esclusi da ogni tipo di sostegno”, ha detto il presidente Granieri. Sono complessivamente 491 i frantoi operanti nel Salento, di cui 251 nella sola provincia di Lecce (altri 143 si trovano nel territorio di Brindisi e 97 in quello di Taranto e nel Piano Centinaio, approvato il 13 febbraio scorso in conferenza stato regioni, è stato fatto un preciso riferimento al sostegno dell’ammodernamento degli impianti di molitura e a supporto della dismissione e diversificazione parziale o totale degli impianti, come richiesto da Unaprol e Coldiretti al tavolo con il ministro, a cui va data oggi sostanza con provvedimenti certi.

“La Xylella fastidiosa ha minato profondamente l’intero tessuto produttivo olivicolo e oleario del Salento con una perdita progressiva della produzione lorda vendibile dai 50 milioni di euro della campagna 2016-2017 ai 300 milioni di euro della campagna 2018-2019. i frantoi cooperativi, aziendali e industriali, hanno registrato un calo significativo del quantitativo di olive molite del 50% nella campagna 2016- 2017, del 75% nella campagna 2017-2018 e del 90% nella campagna 2018-2019, con l’equivalente crollo del fatturato e la riduzione del personale impiegato del 90%, oltre al danno stimato per difetto al patrimonio olivetato di 1,2 miliardi di euro", ha aggiunto il presidente Muraglia. Per affrontare l’emergenza – ha sottolineato Coldiretti Puglia – serve una strategia condivisa tra il Ministero all’agricoltura, il Mise, il Ministero per il Sud e del Lavoro per rendere operativo il Piano Centinaio, approvato il 13 febbraio scorso in conferenza stato-regioni che, partendo dalla moratoria sui mutui per garantire la sopravvivenza dei frantoi, preveda urgenti e necessarie misure per l’integrazione al reddito per 5 anni per i frantoi cooperativi, aziendali e industriali, e interventi economici a supporto della rottamazione parziale e totale dei frantoi. E’ avanzato inesorabilmente verso nord ad una velocità di più 2 chilometri al mese – denuncia Coldiretti Puglia - il contagio della Xyella che ha già provocato con 21 milioni di piante infette una strage di ulivi lasciando un panorama spettrale mentre si continua a perder tempo con annunci, promesse ed inutili rimpalli di responsabilità.

"L'incontro- precisa il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio - è servito a definire le priorità di intervento, in modo da indirizzare in maniera efficace e veloce le risorse disponibili e dare risposte concrete agli operatori salentini duramente colpiti dall'emergenza Xylella. Il nostro obiettivo è riorganizzare e rilanciare - sottolinea Centinaio - l'olivicoltura pugliese e, di conseguenza, italiana. Far ripartire un settore significa far ripartire la sua economia legata alla filiera produttiva e di eccellenza per questo occorre salvaguardare la qualità dell'olio della cultura e dell'economia di una regione, salvaguardia che parte dal campo e termina nella bottiglia che contiene i sapori e i profumi di un territorio importante come quello pugliese. Nel settore olivicolo, i frantoiani e i frantoi hanno un ruolo fondamentale, perché rappresentano il punto di riferimento di un territorio la cui economia si basa sull'olivicoltura di qualità e che ha voglia di investire per rilanciare lo sviluppo dell'intera regione" ha concluso il ministro.

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