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Il mondo olivicolo italiano si schiera contro la riconferma del ticket Ghedira-Lillo al Coi
Se David Granieri, presidente Unaprol, parla di grande occasione persa, il presidente di ItaliaOlivicola, Gennaro Sicolo, lamenta le divisioni che hanno portato a questo risultato. Ora ci si interroga sul futuro e sulla possibilità di incidere in scelte strategiche
28 giugno 2019 | T N
Le organizzazioni olivicole italiane, espressione del mondo produttivo, hanno deciso di commentare quanto accaduto durante il consiglio dei Paesi membri del Coi a Marrakesh che ha riconfermato gli attuali vertici per altri quattro anni.
Come raccontato da ItaliaOggi, la riconferma si è anche tinta di giallo con l'esclusione dalle votazioni di Israele, pronta a vontare contro la riconferma. Esclusione avvenuta per un vizio di forma che tante polemiche susciterà. Inoltre, poco dopo la riconferma, il direttore esecutivo ha di fatto licenziato uno dei tre italiani funzionari presso il Coi, dando un chiaro messaggio politico all'Italia su quale sarà il futuro e la possibilità di rappresentanza del nostro Paese nell'organismo internazionale dell'olio d'oliva.
“La conferma per un altro quadriennio del direttore esecutivo, il tunisino Abdellatif Ghedira, alla guida del Consiglio Oleicolo Internazionale rappresenta una grande occasione persa per l’Italia a cui sarebbe spettata la direzione di questo importante organismo internazionale che determina le linee guida del settore. Il direttore esecutivo, infatti, viene scelto a rotazione tra i vari Paesi membri e questa volta avrebbe dovuto essere premiata l’Italia. Con la complicità della Spagna, che ha visto la conferma di Lillo come direttore aggiunto, si è invece consolidato l’asse arabo-spagnolo. Una sconfitta diplomatica pesante per il nostro Paese che, attraverso il governo e il ministro Centinaio, non è riuscito a far rispettare la prassi istituzionale e gli accordi pregressi che prevedevano la nomina di un italiano. E’ veramente inaudito che uno dei Paesi fondatori del COI, nonché pilastro dell’olivicoltura mondiale per storia, tradizione, produzione e consumi, non venga minimamente preso in considerazione. Tanto più che il venir meno della partecipazione di uno dei Paesi fondatori farebbe venire meno l’esistenza stessa del COI. Le ripercussioni di questa scelta potrebbero essere molto gravi visto che negli ultimi anni, più volte, si è cercato di depotenziare il panel test, strumento fondamentale per garantire la trasparenza e tutelare la qualità oggettiva, quello che dovrebbe essere l’obiettivo primario del COI, a garanzia della salute dei consumatori. Spero che l’Italia non sia stata osteggiata in questo modo per una finalità precisa: trattare l’olio come una commodity, con bassa qualità e grandi volumi, mentre il mondo ha fame della qualità italiana”. – Lo comunica in una nota David Granieri, presidente Unaprol, Consorzio olivicolo italiano.
“La riconferma del tandem Ghedira-Lillo alla guida del Consiglio Oleicolo Internazionale rappresenta una grande sconfitta per l’Italia, per il sistema olivicolo italiano, per la qualità delle nostre produzioni e per il futuro del nostro settore.
Il silenzio generale sulla questione Coi, rotto soltanto dai comunicati di Italia Olivicola e dalla pressione di alcuni autorevoli organi di stampa, ha certamente favorito l’asse tra Tunisia e Spagna rafforzato dalla complicità dell’Unione Europea e di molti Paesi del fronte arabo.
Questa è una sconfitta di tutti, specialmente della filiera italiana divisa e frammentata: se l’Italia vuole riconquistare un posto di rilievo nelle politiche olivicole internazionali occorre mettere da parte interessi personali, trattative sottobanco e colpevoli silenzi che hanno caratterizzato questi mesi.
Purtroppo, non siamo riusciti a portare a casa quanto ci spettava da accordi pregressi e ci aspettano anni di grandi battaglie, come sempre, a tutela del lavoro dei nostri agricoltori, della salute dei consumatori e della qualità del nostro extravergine d’oliva, a partire dalla difesa ad oltranza del panel test come strumento essenziale per la classificazione degli oli.
Mi auguro che questa sconfitta sia di insegnamento per le prossime sfide ed i prossimi impegni internazionali perché gli spazi ancora ci sono per incidere, a partire dalla nuova Pac fino alla richiesta di parametri più stringenti per l’olio extravergine d’oliva (acidità più bassa, numero di polifenoli più alti, abbassamento degli alchil esteri etc.) per combattere frodi e contraffazioni che inquinano i mercati.
Italia Olivicola non abbasserà la guardia di un millimetro, l’unica strada da perseguire a livello nazionale ed internazionale per l’olio extravergine d’oliva era, è e sarà sempre quella della qualità”.
Così Gennaro Sicolo, il Presidente di Italia Olivicola, la più importante organizzazione della produzione olivicola italiana, Gennaro Sicolo, sulla conferma del direttore esecutivo del Consiglio Oleicolo Internazionale con l’esclusione dell’Italia dai ruoli apicali del massimo consesso internazionale dell’olio.
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