Associazioni di idee

Non conviene più coltivare grano duro

Non conviene più coltivare grano duro

La soglia minima affinché coltivare grano duro sia remunerativo si attesta attorno ai 300 euro/tonnellata per il convenzionale e il doppio per il biologico. Valori lontani dalle quotazioni reali, solo nel Meridione la situazione è lievemente migliore con quotazioni del grano duro che superano di poco i 250 euro/tonnellata

02 maggio 2019 | C. S.

Il numero di ettari seminati a grano duro nel nord Italia non si saprà prima di luglio, tuttavia si stima almeno il 10% in meno rispetto allo scorso anno: difficilmente si supereranno i 100 mila ettari nelle regioni del settentrionali mentre su base nazionale gli ettari saranno poco più di un milione. “Anche su nostro suggerimento, gli agricoltori della Romagna hanno preferito puntare sul grano tenero. Con le quotazioni attuali nel nord Italia il grano duro è destinato a essere abbandonato”, spiega il Roberto Fantoni, presidente del Consorzio Apimai Servizi, braccio operativo dell’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici – UNCAI. “Anche se nelle ultime settimane il prezzo del grano duro è salito leggermente, attestandosi nelle borse merci di Bologna e Milano intorno ai 230 euro a tonnellata, i livelli sono da miseria”.

Solo nel Meridione la situazione è lievemente migliore con quotazioni del grano duro che superano di poco i 250 euro/ton grazie a indici proteici mediamente superiori. “L’industria molitoria dimostra negli ultimi tempi un po' più di interesse per il prodotto nazionale ma siamo ben lontani da una vera valorizzazione del made in Italy. La soglia minima affinché coltivare grano duro sia remunerativo è ancora distante e si attesta attorno ai 300 euro/tonnellata per il convenzionale e il doppio per il biologico (600 euro/ton contro gli attuali 450). Al di sotto non c’è convenienza. Inoltre il grano proveniente dal Canada mantiene una quotazione più alta, ben oltre i 280 euro/ton. E le scorte di grano canadese sono tali da prevedere anche per quest’anno l’arrivo di ingenti quantità del cereale da quel Paese”.

Serve uno sforzo della filiera per fissare una quotazione minima non inferiore al prezzo del grano importato e una premialità per arrivare a 300 euro/ton. “Alle condizioni attuali, continueremo a suggerire ai nostri clienti di seminare grano tenero di forza anziché duro. Anche le quotazioni del tenero sono basse (circa 220 euro/ton), ma sono pur sempre meno distanti dal prezzo corretto di 250 euto/ton. Inoltre coltivare grano tenero ha meno spese e oneri e ci sono più garanzie sulla resa, vista la minore esposizione a funghi e allettamento rispetto al duro”, conclude Fantoni.

Potrebbero interessarti

Associazioni di idee

Piano Ue sui fertilizzanti, agricoltori all’attacco: “Nessun aiuto immediato, rischio crisi alimentare”

Copa-Cogeca boccia il Fertiliser Action Plan della Commissione europea: “Misure vaghe e insufficienti mentre i costi esplodono”. Timori per inflazione alimentare e calo della produzione agricola

21 maggio 2026 | 15:00

Associazioni di idee

Ettore Prandini è alla guida dell'Associazione Italiana Allevatori

La priorità sarà rafforzare il reddito delle imprese, sostenere l'innovazione, promuovere benessere animale e biosicurezza e consolidare un modello produttivo fondato su dati affidabili, qualità, sostenibilità e trasparenza

20 maggio 2026 | 11:30

Associazioni di idee

L’olivicoltura tradizionale chiede più tutela e valore di mercato

L'olivicoltura tradizionale spagnola cerca più rappresentitività e maggiore peso per la difesa del settore. Presentata a Beas de Segura la nuova associazione nazionale dell’olivicoltura tradizionale ed ecologica. Al centro sostenibilità, redditività e difesa del territorio rurale

20 maggio 2026 | 09:00

Associazioni di idee

I mercati contadini per aumentare la resilienza degli agricoltori

Registrati incrementi di reddito compresi tra il 20% e il 40%. Le aziende agricole hanno rafforzato la vendita diretta riducendo l’intermediazione; sono nate nuove forme di cooperazione locale tra produttori; è aumentata l’occupazione familiare

19 maggio 2026 | 10:00

Associazioni di idee

Sostenibilità leva fondamentale di competitività del settore primario

Nell’ultimo anno si registra una crescita del fatturato il 30,6% delle imprese con livello alto di sostenibilità, contro il 14,6% di quelle con livello base. La sostenibilità è un movimento trasversale e i suoi livelli sono alquanto omogenei nel territorio, senza grandi differenze tra Nord e Sud

13 maggio 2026 | 15:00

Associazioni di idee

Il futuro dell’olivicoltura italiana tra geopolitica e rilancio di Dop e Igp

Il momento per l’olio extravergine di oliva italiano è complesso, ma nella crisi non mancano le opportunità. Tra scenari di calo prezzi e la possibilità di esplorare nuovi mercati, magari con le Dop e Igp, portabandiera tricolori

13 maggio 2026 | 09:30