Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it

Teatro naturale

pubblicato in Tracce > Salute
il 28 Novembre 2009 TN n. 48 Anno 7

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Sempre più uomini dal sessuologo

Quattro milioni di italiani di età compresa tra i 30 e i 70 anni soffrono di impotenza sessuale, ma aspettano mediamente un anno prima di chiedere aiuto a uno specialista

di C. S.

«Quattro milioni di italiani soffrono di disfunzione erettile, ma questo problema è oggi sempre più spesso risolvibile» assicura Stefano Benemeglio, psicologo e ricercatore, nonché autore di numerosi studi sul comportamento umano già a partire dagli Anni Sessanta.

«Il vero problema è che gli italiani tendono a sottovalutare la disfunzione erettile e chi ne soffre ritiene che sia un disturbo passeggero» sottolinea Benemeglio, che per aiutare chi soffre di questo inconveniente ha ideato un innovativo metodo di «comunicazione analogica» che si avvale del modello di ipnosi dinamica per risolvere i problemi di impotenza quando la causa non sia organica.

L’identikit del paziente tipo corrisponde a un diplomato o laureato di età compresa tra i 30 e i 45 anni, molto stressato. È infatti proprio lo stress la prima causa di impotenza sessuale non organica, che quindi diventa un problema facilmente risolvibile con l’aiuto dell’ipnosi benemegliana.

«Quando si presenta un problema di disfunzione erettile —sottolinea Benemeglio— ancora oggi passa molto tempo, mediamente un anno, prima che l’uomo decida di rivolgersi ad uno specialista per chiedere aiuto ed oltre 8 maschi su 10 sottovalutano questo disturbo che può essere risolto facilmente con l’ipnosi dinamica, un metodo che si rivela efficace nell’80% dei casi».

Il metodo di Stefano Benemeglio esclude la parola e fa di un segno e di un gesto un potente strumento di comunicazione profonda che consente di vincere l’impotenza, limitando lo stress e senza rischio di complicazioni derivate dall’abuso di farmaci. La «comunicazione analogica» ideata da Benemeglio consente infatti di fare riaffiorare le rappresentazioni a forte carica affettiva rimosse, di modificare i pensieri negativi e di orientare quelli positivi mediante una pratica simbolica che agisce nel profondo.

«Non attacchiamo il sintomo ma combattiamo le cause, cercando di ristabilire l’armonia e superare il conflitto che si stabilisce tra la parte istintiva —l’inconscio— e la parte razionale» spiega Stefano Benemeglio che oggi è anche presidente dell’Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche.


Fonte: AJ Comunicazione

di C. S.

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