Salute

Integratori alimentari dopo i 65 anni: quando servono davvero e perché non sono una scorciatoia per la salute

Integratori alimentari dopo i 65 anni: quando servono davvero e perché non sono una scorciatoia per la salute

Vitamina D, vitamina B12, calcio e proteine possono essere utili in presenza di carenze o fattori di rischio. Ma per gli esperti la chiave dell'invecchiamento in salute resta una dieta equilibrata, associata all'attività fisica e a corretti stili di vita

10 giugno 2026 | 15:00 | T N

Negli ultimi anni il consumo di integratori alimentari è cresciuto in modo significativo. Vitamine, minerali e altri prodotti nutrizionali vengono spesso presentati come soluzioni semplici per aumentare l'energia, sostenere il sistema immunitario, proteggere il cervello o favorire la longevità.

Tuttavia, per le persone che seguono già un'alimentazione adeguata, molti integratori offrono benefici limitati o addirittura nulli. In alcuni casi rappresentano soltanto una spesa evitabile; in altri possono comportare rischi, soprattutto se assunti in dosi elevate o senza controllo medico.

Per gli anziani il discorso è più complesso. La domanda corretta non è se gli integratori siano "buoni" o "cattivi", ma se esista una reale carenza nutrizionale e se l'integrazione rappresenti il modo più sicuro ed efficace per correggerla.

Perché le carenze aumentano con l'età

Con l'avanzare degli anni diventa più difficile mantenere un apporto ottimale di nutrienti. L'appetito tende a diminuire, le malattie croniche diventano più frequenti e molti farmaci possono interferire con l'assorbimento o il metabolismo di vitamine e minerali.

Anche la salute orale gioca un ruolo importante. Problemi dentali, perdita dei denti, malattie gengivali o protesi poco adatte possono rendere difficile masticare alcuni alimenti, riducendo la varietà della dieta.

Spesso, inoltre, gli anziani ricevono messaggi poco utili sul cibo: mangiare meno, evitare pasti abbondanti o preferire alimenti morbidi e facili da consumare. Nel tempo, un'alimentazione basata prevalentemente su tè, pane, minestre o pasti molto leggeri può saziare senza garantire tutti i nutrienti necessari.

Vitamina B12: una carenza da non sottovalutare

La vitamina B12 è una delle sostanze nutritive la cui carenza aumenta maggiormente con l'età. Una delle ragioni è la ridotta produzione di acido gastrico, indispensabile per liberare la vitamina dagli alimenti e consentirne l'assorbimento.

Una carenza di vitamina B12 può provocare anemia, stanchezza, debolezza, disturbi neurologici, formicolii agli arti e, nei casi più avanzati, problemi cognitivi e confusione mentale.

Alcuni farmaci, tra cui la metformina utilizzata per il diabete e gli inibitori della pompa protonica impiegati contro il reflusso gastroesofageo, possono aumentare ulteriormente il rischio.

La vitamina B12 si trova quasi esclusivamente negli alimenti di origine animale. Le fonti principali sono carne, fegato, pesce, molluschi, uova, latte, yogurt e formaggi. Per chi segue una dieta vegetariana o vegana può essere necessario ricorrere ad alimenti fortificati o a integratori specifici.

Folati e salute cardiovascolare

I folati svolgono un ruolo fondamentale nella produzione dei globuli rossi e nella sintesi del DNA. Livelli insufficienti possono determinare un aumento dell'omocisteina, una sostanza associata a un maggior rischio cardiovascolare e a un possibile declino cognitivo.

Gli integratori di folati possono essere utili in persone con carenze documentate o particolari condizioni cliniche. Gli esperti sottolineano però l'importanza di escludere prima una carenza di vitamina B12. I folati, infatti, possono correggere alcuni segnali ematici della carenza di B12 senza impedire il progressivo danno neurologico.

Vitamina D: fondamentale per ossa e muscoli

La carenza di vitamina D è molto comune nelle persone anziane, soprattutto in chi trascorre poco tempo all'aria aperta, ha una mobilità ridotta o vive in strutture residenziali.

La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, per il corretto funzionamento dei muscoli e per l'assorbimento del calcio. L'organismo la produce principalmente grazie all'esposizione della pelle alla luce solare, ma una parte può essere introdotta con l'alimentazione.

Le fonti alimentari più ricche sono i pesci grassi come salmone, sgombro, sardine e aringhe. Quantità minori sono presenti nel tuorlo d'uovo, nel fegato e in alcuni latticini o alimenti fortificati.

Quando gli esami del sangue evidenziano una carenza, oppure in presenza di osteoporosi o di elevato rischio di fratture, l'integrazione può essere indicata. Gli studi più recenti mostrano però che assumere vitamina D senza una reale necessità non garantisce automaticamente una riduzione del rischio di fratture.

Calcio e magnesio: meglio partire dalla tavola

Calcio e magnesio sono nutrienti essenziali per il mantenimento della salute ossea, muscolare e nervosa. Gli specialisti raccomandano di ottenerli principalmente attraverso l'alimentazione.

Il calcio è abbondante in latte, yogurt, formaggi, acque minerali ricche di calcio e alcune verdure a foglia verde. Il magnesio è presente soprattutto in frutta secca, legumi, cereali integrali e verdure.

Gli integratori possono essere utili quando l'apporto alimentare è insufficiente o in presenza di osteoporosi, ma l'assunzione eccessiva dovrebbe essere evitata. Per quanto riguarda il magnesio, le prove scientifiche sul suo utilizzo come rimedio contro l'insonnia restano limitate.

Multivitaminici: non sono una polizza assicurativa

I multivitaminici possono rappresentare un supporto per gli anziani che mangiano poco o seguono una dieta molto monotona. Tuttavia, le ricerche disponibili non dimostrano che l'assunzione quotidiana di questi prodotti riduca il rischio di morte o prolunghi significativamente la vita.

Alcuni studi stanno valutando possibili effetti su determinati marcatori dell'invecchiamento biologico, ma non è ancora chiaro se questi risultati si traducano in un reale miglioramento della salute.

Le proteine, il nutriente spesso dimenticato

Tra tutti i nutrienti, le proteine sono probabilmente quelle più trascurate nella terza età. Molti anziani riducono il consumo di carne, pesce, uova, latticini, legumi e altri alimenti proteici, spesso per problemi di appetito o di masticazione.

Un apporto insufficiente favorisce la sarcopenia, cioè la perdita progressiva di massa e forza muscolare associata all'invecchiamento. Questa condizione aumenta il rischio di cadute, fragilità e perdita dell'autonomia.

Le società scientifiche raccomandano generalmente un'assunzione di circa 1-1,2 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno negli anziani sani. Durante malattie o periodi di recupero può essere necessario un apporto ancora maggiore, salvo diverse indicazioni mediche.

I rischi dell'autoprescrizione

Assumere integratori senza una reale necessità non è privo di conseguenze. Dosi elevate di vitamina A o vitamina D possono provocare effetti tossici. Gli integratori di ferro non dovrebbero essere utilizzati senza una carenza confermata, mentre alcuni prodotti possono interferire con farmaci di uso comune.

Inoltre, alcune revisioni scientifiche hanno evidenziato che elevate dosi di antiossidanti come beta-carotene e vitamina E potrebbero aumentare il rischio di mortalità in determinate categorie di persone.

La strategia migliore per invecchiare bene

Gli esperti concordano su un principio fondamentale: la salute in età avanzata si costruisce prima di tutto a tavola. Quando si sospetta una carenza nutrizionale è opportuno valutare l'alimentazione, eventuali perdite di peso, problemi di masticazione o deglutizione, malattie concomitanti e terapie farmacologiche in corso.

In molti casi possono essere utili esami del sangue per controllare i livelli di vitamina B12, folati, ferro e vitamina D.

Le evidenze scientifiche non supportano l'uso indiscriminato di integratori in tutta la popolazione anziana. Tuttavia, un'integrazione mirata di vitamina D, vitamina B12, folati, proteine o multivitaminici può rivelarsi preziosa quando esistono carenze documentate o un apporto insufficiente attraverso l'alimentazione.

La vera formula per un invecchiamento sano continua a basarsi su una dieta equilibrata, attività fisica regolare, sonno adeguato, relazioni sociali e accesso a cibo di qualità. Gli integratori possono essere un aiuto, ma non sostituiscono queste fondamenta.

Potrebbero interessarti

Salute

Oli vergini a confronto: tutti sicuri, ma solo l’olio d’oliva vince per qualità nutrizionale

Tutti gli oli vergini rispettano i limiti di legge per metalli pesanti, ma l’olio d’oliva si distingue per il maggiore contenuto di antiossidanti e stabilità. Esiste un rischio cancerogeno moderato a lungo termine

10 giugno 2026 | 14:00

Salute

La dieta mediterranea è poco seguita da medici e infermieri, ecco perchè

Tra turni di lavoro stressanti, ritmi di vita forsennati e pause pranzo in solitudine, medici e infermieri faticano a seguire l’alimentazione più sana del mondo. Lo rivela uno studio italiano

10 giugno 2026 | 13:00

Salute

Patatine fritte sotto accusa perché aumentano del 20% il rischio di diabete

Non tutte le patate sono uguali per la salute. Il problema è il metodo di cottura, e conta anche cosa mettiamo nel piatto al loro posto. Già nel Settecento si friggevano sottili strisce di patata come sostituto del pesce nei periodi di magra

09 giugno 2026 | 14:00

Salute

Olio d’oliva extravergine e fibromialgia: i benefici sulla flora intestinale delle donne

L'assunzione quotidiana di olio d'oliva extravergine nell'ambito di una dieta mediterranea è in grado di modificare positivamente la composizione del microbiota intestinale nelle pazienti con fibromialgia. Dopo sei mesi di intervento, aumentati batteri antinfiammatori e produttori di butirrato come Bacteroides fragilis, Faecalibacterium prausnitzii e Roseburia intestinalis

09 giugno 2026 | 13:00

Salute

Dieta mediterranea e potassio: cosa dice davvero la scienza

La dieta mediterranea è ricca di frutta e verdura, quindi dovrebbe fornire molto potassio. Ma un’ampia revisione scientifica rivela che non sempre quello che mangiamo si traduce in un reale miglioramento dell’equilibrio con il sodio. Ecco l'impatto sulla salute

07 giugno 2026 | 12:00

Salute

Il succo di pomodoro e soia riduce l'infiammazione in sole quattro settimane

Un succo di pomodoro-soia appositamente formulato ricco di composti vegetali naturali può aiutare a calmare l'infiammazione legata all'obesità: riduzioni significative di diverse proteine infiammatorie chiave nel sangue

06 giugno 2026 | 12:00