Salute

Influenza aviaria: situazione critica in Indonesia

L’elevata carica virale potrebbe portare alla mutazione del virus e ad una pandemia umana

21 marzo 2008 | C. S.

Rimane seria la diffusione dell’influenza aviaria in Indonesia malgrado gli sforzi di contenimento delle autorità nazionali e della comunità internazionale, ha avvertito oggi la FAO. L’Indonesia è il paese che è stato più colpito dal virus.

“Il tasso di mortalità umana da influenza aviaria in Indonesia è il più alto al mondo e ci saranno ancora altri casi umani se non interveniamo di più sul contenimento della malattia all’origine, negli animali”, ha affermato il Veterinario Capo della FAO Joseph Domenech.

“Inoltre sono molto preoccupato che l’ampia circolazione del virus tra gli uccelli possa creare le condizioni per cui esso possa mutare ed alla fine causare un’epidemia umana di influenza aviaria”, ha messo in guardia Domenech.

“La situazione dell’influenza aviaria in Indonesia è grave – tutti i partner internazionali e le autorità nazionali devono aumentare il proprio impegno per fermare la diffusione della malattia negli animali e fare della lotta contro il virus una priorità assoluta”.

L’influenza aviaria è profondamente radicata in Indonesia con 31 province contagiate su un totale di 33. La malattia rimane endemica a Giava, Sumatra, Bali e nelle Sulawesi meridionali, con focolai sporadici segnalati in altre zone. Sin dai primi focolai nel 2003 l’influenza aviaria si è diffusa rapidamente da Giava a Bali, al Kalimantan ed a Sumatra. Nel 2006 il virus si è propagato ulteriormente verso est, contagiando Papua e buona parte delle Sulawesi.

Circa il 20 per cento del pollame su un totale di 1.4 miliardi appartiene a circa 30 milioni di allevamenti a livello familiare, dove il pollame si alleva perché fonte di cibo e di reddito.

Nonostante i grandi sforzi fatti per controllare il virus, il paese non è riuscito a contenere la diffusione dell’influenza aviaria tra il pollame, ha affermato Domenech. “L’Indonesia sta affrontando una dura battaglia contro un virus che è difficile da contenere. Sono necessarie maggiori risorse umane e finanziarie, un impegno politico più forte e un coordinamento consolidato fra le autorità centrali, le province e i distretti per migliorare le misure di sorveglianza e di controllo”.

Fonte: Fao

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