Anno 15 | 20 Novembre 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Il pericolo nascosto nel vino è il rame

Generalmente si è abituati a credere che i responsabili di un fastidioso mal di testa dopo aver bevuto del vino possano essere i solfiti. In realtà ammine biogene e rame provocano questi effetti e nel vino ve ne possono essere, anche in quantità pericolose

Generalmente si tende ad attribuire un fastidioso mal di testa dopo aver bevuto del vino ai solfiti. Si tratta di sostanze, aggiunte lecitamente al vino, che contribuiscono alla sua stabilizzazione e a farlo conservare meglio nel tempo.

I solfiti sono infatti un antibiotico che inibisce soprattutto la crescita dei batteri lattici e di quelli acetici.

Il quantitativo di solfiti in grado di nuocere alla salute di un organismo sano è pari a 1500 mg/kg di peso corporeo.

Per alcuni soggetti particolarmente sensibili, anche a dosi più basse, vi possono essere effetti collaterali come irritazione della mucosa gastrica, dolore e vomito. La scienza non ha mai provato una correlazione tra solfiti e mal di testa.

Vi è invece una correlazione tra ammine biogene e mal di testa. Queste sostanze, che si creano durante la fase di vinificazione, sono infatti responsabili della produzione di composti azotati, che esercitano effetti negativi sulla salute di alcune persone. Nel vino sono presenti diverse ammine biogene dotate di tossicità. Innanzitutto l'istamina, che è capace d'indurre nell'uomo mal di testa, eruzione cutanee, nausea, vomito, crampi addominali e crisi respiratorie. C'è anche la tiramina, che può causare mal di testa, salivazione, problemi respiratori, crisi ipertensive. La bevanda contiene anche la putrescina, la β-feniletilamina e la cadaverina, che hanno la capacità di potenziare gli effetti delle prime due. Il livello di queste sostanze nel vino può variare a causa di diversi fattori, ma per un soggetto suscettibile il rischio di andare incontro a emicrania e altri disturbi aumenta se oltre alla bevanda, consuma anche altri cibi che contengono le ammine.

Insomma, bisogna stare attenti solo a solfiti e ammine biogene? No, anche al contenuto di rame. Recentemente il Ministero della Salute ha richiamo di un lotto di Barbera per la presenza di livelli di rame al di sopra dei limiti consentiti dalla legge.

Il rame è un elemento utile per l’organismo in piccole quantità: serve per produrre energia, formare il collagene, è utile alle funzioni immunitarie, al sistema nervoso e cardiovascolare, alla fertilità della donna e molto altro. E ancora, è fondamentale nella vinificazione. Un’assunzione eccessiva per via alimentare può causare sintomi come nausea, vomito, diarrea e febbre. Quando ci si disintossica dal rame, così come spesso accade durante la disintossicazione da metalli pesanti, può avvenire che inizialmente le condizioni peggiorino e si avverta mal di testa, sbalzi di umore, problemi digestivi, senso di pesantezza o altro.

di T N
pubblicato il 17 ottobre 2017 in Tracce > Salute

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