Salute

Semi di lino, noci e salmone aiutano il benessere dell'intestino

Alti livelli di omega 3 nel sangue la diversità del microbioma intestinale, in particolare arricchito con i batteri della famiglia delle Lachnospiraceae, e riducono lo stress ossidativo

13 settembre 2017 | C. S.

Mangiare cibi ricchi di omega 3, come semi di lino, noci e salmone, può aiutare il benessere intestinale.

Migliora infatti la diversità di composizione del microbioma, cioè il 'patrimonio batterico' dell'intestino, e questo può offrire molti vantaggi per la salute: meno rischio di diabete, obesità e malattie infiammatorie come la colite o il morbo di Chron. A evidenziarlo è una ricerca dell'Università di Nottingham e del King's College London, pubblicata sulla rivista Scientific Reports. Gli studiosi hanno preso in esame i dati relativi a 876 donne approfondendo in particolare quanti acidi grassi omega 3 assumessero col cibo tramite dei questionari.

Sono stati misurati anche i livelli di omega 3 nel sangue e dai risultati è emerso che con più alti livelli di assunzione di questi acidi grassi nella dieta migliorava la diversità del microbioma intestinale, in particolare arricchito con i batteri della famiglia delle Lachnospiraceae. È stato inoltre rilevato che molti omega-3 nel sangue sono correlati con alti livelli di un composto denominato N-carbamilglutamato (NCG) nell'intestino, che negli animali ha dimostrato di ridurre lo stress ossidativo intestinale.

Il nostro fabbisogno giornaliero di omega 3 è, in media, di circa 3 grammi.

Salmone o sgombro

La percentuale di omega 3 è di circa il 2% sul peso fresco del pesce, più elevata per i pesci pescati in alto mare piuttosto che per quelli di allevamento.

Semi di lino o olio di semi di lino

L'olio di lino è in assoluto la fonte vegetale più ricca di Omega 3.  Un solo cucchiaio di olio di lino (pari a 15 ml) fornisce circa 6,6 grammi di Omega 3, mentre 30 grammi di semi di lino macinati ne forniscono circa 3,2.

Noci

Circa 30 grammi di noci forniscono al nostro organismo quasi 2 grammi di acido alfa-linolenico (uno degli acidi grassi del gruppo Omega 3)

Potrebbero interessarti

Salute

La caffeina è una possibile alleata contro l’invecchiamento cellulare

La caffeina potrebbe agire non soltanto sul cervello, aumentando attenzione e vigilanza, ma anche su un antico meccanismo cellulare coinvolto nella gestione dell’energia, nella risposta allo stress e nella riparazione del Dna. Lo suggerisce uno studio della Queen Mary University of London

14 settembre 2026 | 15:00

Salute

Alimentazione sana con le mele: il benessere quotidiano raccontato dagli esperti

Le Linee Guida italiane, preparate dal Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione (CREA), raccomandano almeno cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura: due di verdura, a pranzo e a cena, e tre di frutta, da distribuire su circa 12 ore

14 settembre 2026 | 10:00

Salute

Birra artigianale italiana e ammine biogene: cosa c'è da sapere per un acquisto consapevole

Un recente studio condotto dall'Università di Teramo su 80 birre artigianali italiane ha gettato luce su un aspetto poco conosciuto ma importante per la salute: la presenza di ammine biogene, molecole che si formano naturalmente durante la fermentazione e che possono influenzare il benessere di chi le consuma

10 settembre 2026 | 15:00

Salute

Pterostilbene, il composto di mirtilli e uva che aiuta le cellule muscolari a smaltire i grassi

Uno studio condotto da ricercatori giapponesi ha individuato nel pterostilbene, un polifenolo naturalmente presente in mirtilli e uva, una possibile molecola in grado di favorire lo smaltimento dei grassi accumulati nelle cellule muscolari

10 settembre 2026 | 13:00

Salute

L'olivo è un tesoro verde: dalla medicina medievale ai consigli di oggi

L'olivo, pianta simbolo del Mediterraneo, era considerato un vero e proprio farmacia naturale nell'Andalusia dei secoli IX-XV. Un recente studio rivela quanto i medici arabi sapessero già allora, e i loro insegnamenti ci sorprendono per la loro modernità

10 settembre 2026 | 12:00

Salute

Alcol, non conta solo quanto se ne beve: vino, birra e distillati mostrano rischi diversi

I consumi elevati risultano associati a un aumento del rischio di morte per tutte le cause, tumori e malattie cardiovascolari. A livelli bassi e moderati, invece, il vino mostra un’associazione più favorevole rispetto a birra, sidro e distillati

06 settembre 2026 | 12:00