Salute
E' autunno, tempo anche di frutta secca, per migliorare l'umore
Cresce il mercato della frutta secca e disidratata in Italia mentre si moltiplicano gli studi sulle proprietà benefiche di un consumo moderato di noci, nocciole e mandorle. Una manciata di noci al giorno, per esempio, migliora l'umore
25 novembre 2016 | T N
Frutta secca e disidratata al posto degli snack.
Secondo quanto affermato da Nucis Italia, questo sarebbe confermato anche dal trend positivo registrato nella crescita del mercato della frutta secca e disidratata: in base ai dati di IRI Infoscan Census riferiti all’anno 2016, si rilevano vendite pari a 625 milioni di euro (+9,4% rispetto all’anno precedente) e a 52.460 tonnellate (+4,4%). Una crescita legata, secondo Nucis Italia, all’associazione di tali alimenti a valori quali salute e benessere, comodità e praticità d’uso.
Se mandorle, uva sultanina, pistacchi, noci e nocciole sono i prodotti preferiti nel nostro Paese, un’analisi delle occasioni di consumo aiuta a comprendere l’evoluzione della frutta secca nel vissuto degli italiani. In questa graduatoria, secondo recenti stime riferite da Nucis Italia, a primeggiare con il 32% è l’aperitivo/happy hour, che vede dominare arachidi, mandorle e semi tostati. Segue l’uso come ingrediente in cucina (29%): qui pinoli, uva sultanina, noci, nocciole e anacardi sono protagonisti. Con il 21% le festività di fine anno si confermano un periodo di forte e tradizionale consumo soprattutto di fichi, noci in guscio e datteri. Tutto questo senza dimenticare le finalità dietetiche e salutistiche (12%) associate in particolare alle prugne disidratate e denocciolate e il successo dei prodotti proposti come snack, da consumare durante la giornata (4%). Chiude con il 2% l’utilizzo in pasticceria.
Tra i maggiori consumatori della frutta secca rientrano i giovani, attratti dagli snack prodotti con tali alimenti. Lo conferma una recente indagine di Astra Ricerche, che rileva come i ragazzi tra gli 11 e i 14 anni mostrino un forte interesse per la frutta secca in guscio (il 42,8% la consuma più volte alla settimana) e per quella disidratata (con il 30,7% di altoconsumanti).
Un trend che è anche sorretto dalle proprietà salutistiche della frutta secca.
Una ricerca della University of New Mexico, pubblicata sulla rivista Nutrients, ha evidenziato come mangiare una manciata di noci al giorno, per giovani sani e in buona salute, può migliorare l'umore.
Gli studiosi hanno preso in esame 64 studenti, di età compresa tra i 18 e i 25 anni. I partecipanti sono stati invitati a mangiare tre fette di 'banana bread' un dolce tipico della tradizione anglosassone, un plum-cake alla banana, ogni giorno per sedici settimane. Per otto settimane, sono state aggiunte noci all'impasto, per altre otto no. Le noci sono state finemente tritate in modo che i due tipi di 'banana bread' fossero simili per gusto e aspetto.
Nel periodo in cui i ragazzi hanno mangiato il plum-cake alla banana con aggiunta di noci è stato chiesto loro anche di mangiare mezza tazza di noci al giorno. Al termine dell'esperimento, è stato misurato l'umore, con un apposito test, Profiles of Mood States (Poms), che esamina sei ambiti: tensione, depressione, rabbia, stanchezza, energia, confusione. "C'è stato un significativo 28 per cento di miglioramento del tono dell'umore nei giovani - spiega l'autore della ricerca, Peter Pribis - mentre gli stessi miglioramenti non hanno riguardato le ragazze, ma non sappiamo il perché". Ci sono diversi nutrienti nelle noci che potrebbero essere responsabili del miglioramento dell'umore secondo gli studiosi, come l'acido alfa-linolenico, la vitamina E, l'acido folico, i polofenoli e la melatonina. Ma il segreto potrebbe stare in realtà nella combinazione di tutti questi elementi.
Potrebbero interessarti
Salute
Alcol, non conta solo quanto se ne beve: vino, birra e distillati mostrano rischi diversi
I consumi elevati risultano associati a un aumento del rischio di morte per tutte le cause, tumori e malattie cardiovascolari. A livelli bassi e moderati, invece, il vino mostra un’associazione più favorevole rispetto a birra, sidro e distillati
06 settembre 2026 | 12:00
Salute
Tè amico delle ossa, troppo caffè può indebolirle
Rilevata una possibile associazione tra consumo di tè e maggiore densità minerale ossea dell’anca. Il caffè, invece, non sembra avere effetti negativi a dosi moderate, mentre oltre cinque tazze al giorno è associato a una densità ossea più bassa, soprattutto in presenza di un elevato consumo di alcol
04 settembre 2026 | 12:00
Salute
Glicemia alta e tumori, scoperto un possibile “scudo” che aiuta il cancro a sfuggire al sistema immunitario
Individuato un possibile meccanismo attraverso cui l’iperglicemia favorisce l’evasione immunitaria delle cellule tumorali. L’eccesso di glucosio e l’attività della proteina HSF1 sembrano contribuire ad ispessire il glicocalice, una sorta di rivestimento ricco di zuccheri che protegge le cellule tumorali
03 settembre 2026 | 16:00
Salute
Riduzione delle calorie e invecchiamento: una proteina immunitaria potrebbe imitare alcuni benefici
Un nuovo studio condotto da ricercatori di Yale individua nel complemento C3 un possibile bersaglio per contrastare l’infiammazione associata all’età. L’obiettivo non è eliminare la restrizione calorica, ma riprodurne alcuni effetti benefici senza ricorrere a una drastica riduzione dell’apporto energetico
02 settembre 2026 | 15:00
Salute
L'olio extravergine di oliva è un alleato per l'intestino e la salute
Il ruolo sorprendente dell'olio extravergine di oliva nella salute del nostro intestino. Non si tratta solo del suo profilo lipidico favorevole, ma di un complesso dialogo che si instaura tra i suoi componenti bioattivi e il miliardo di batteri che popolano il nostro apparato digerente
02 settembre 2026 | 14:00
Salute
Dieta chetogenica, il grasso nel fegato cala del 67%: benefici anche sul prediabete
Uno studio clinico pubblicato su Cell Metabolism ha confrontato dieta chetogenica, mediterranea e povera di grassi in 42 persone con obesità, prediabete e fegato grasso. A parità di perdita di peso, il regime chetogenico ha prodotto la maggiore riduzione del grasso epatico
01 settembre 2026 | 16:00