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L'olio extra vergine d'oliva protegge il nostro cervello

Sono molte le patologie neurogenerative a cui possiamo andare incontro a causa dei radicali liberi e dello stress ossidativo. Non solo tirosolo, idrossitirosolo e oleocantale. Ora si scoprono le virtù degli acidi idrossicinnamici contenuti nell'olio extra vergine d'oliva

Purtroppo smog, cattiva alimentazione e molti altri fattori, come il fumo, contribuiscono ad aumentare sensibilmente il contenuto in radicali liberi nel nostro corpo, così come lo stress ossidativo a danno dei nostri tessuti.

Oltre all'apparato cardiocircolatorio, anche il cervello può risentire di questi fenomeni degenerativi. Alcune patologie, come l'Alzheimer (in aumento nei paesi occidentali), sono causati da cambiamenti del DNA, nei lipidi e nelle proteine cellulari.

Le condizioni neurologiche, specie in età avanzata, sono fortemente dipendenti proprio da fattori neurodegenerativi già ben noti, come l'accumulto del peptide beta amiloide nel cervello, creando delle deleterie placche, conseguenza e fonte di stress ossidatrivo.

E' altresì noto che proprio l'alimentazione gioca un ruolo importante nei fenomeni legati allo stress ossidativo. Alcuni alimenti chiave aiutano il nostro corpo ad assimilare importanti nutrienti, come i fenoli, che sono antiossidanti in grado di mitigare gli effetti dei radicali liberi.

Tra gli alimenti più ricchi di fenoli antiossidanti biodisponibili per il nostro organismo c'è l'olio extra vergine d'oliva di alta qualità.

Già noti composti come tirosolo, idrossitirosolo e oleocantale per il loro elevato potere antiossidanti e la loro efficacia preventiva nel contrastare numerose patologie, ora i ricercatori scoprono anche gli acidi idrossicinnamici, tra cui gli acidi ferulico, caffeico e vanillico.

Si tratta di composti che numerosi studi hanno confermato essere utili nel contrastare diverse patologie degenerative.

Alcuni ricercatori hanno allora voluto testare l'effetto neuroprotettivo degli acidi idrossicinnamici contenuti nell'olio extra vergine d'oliva, utilizzandolo direttamente. Nell'occasione è stato utilizzato olio della varietà Picholine, che ha alti tenori di questi elementi.

I ricercatori hanno coltivato in vitro cellule neurali, quindi trattandole con varie diluizioni di olio extra vergine d'oliva da concentrazioni di 1/10000 a concentrazioni di 1/100.

Come si attendevano gli studiosi le concentrazioni più elevate hanno manifestato i maggiori effetti benefici.

Tuttavia anche a concentrazioni basse l'olio extra vergine d'oliva mostrava avere un effetto neuroprotettivo contro la tossicità da beta amiloide.

Secondo gli studiosi l'utilizzo di alimenti ricchi di acidi idrossicinnamici potrebbe divenire una strategia terapeutica promettente nella riduzione dello stress ossidativo nelle malattie neurodegenerative.

di R. T.
pubblicato il 28 ottobre 2016 in Tracce > Salute

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