Salute
Per prevenire i tumori al colon una dieta ricca di olio extra vergine d'oliva
Non un semplice studio epidemiologico. La ricerca italiana ha rivelato il meccanismo grazie al quale l’olio di oliva riduce il rischio di sviluppare il cancro del colon
24 ottobre 2014 | C. S.
Uno studio condotto da Mauro Maccarrone, docente di Biochimica presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, e da Claudio D’Addario, ricercatore in Biologia Molecolare presso l’Università degli Studi di Teramo, ha rivelato ora, su basi scientificamente fondate, il meccanismo grazie al quale l'olio extra vergine d'olivariduce il rischio di sviluppare il cancro del colon.
Si tratta di uno studio molto importante, una vera e propria svolta scientifica, poichè in precedenza erano solo stati condotti test epiedemiologici da cui risultava che, statisticamente, l'olio extra vergine d'oliva aveva un effetto benefico contro l'insorgenza di tumori.
La ricerca, appena pubblicata sulla rivista internazionale Journal of Nutritional Biochemistry, mostra invece come l’olio sia in grado di aumentare l’espressione del gene oncosoppressore CNR1. Quest’ultimo, a sua volta, esprime un recettore molto importante per la salute del nostro organismo, perché è in grado di regolare i meccanismi all'origine delle alterazioni dei geni sensibili ai fattori ambientali, come la dieta.
I dati ottenuti dai ricercatori certificano, dunque, che adeguate quantità di olio extravergine d’oliva nell'alimentazione, possibilmente arricchita con altri ’nutraceutici’, ovvero cibi con particolari proprietà benefiche, siano importanti per ridurre le alterazioni genetiche legate allo stile alimentare. "ll nostro studio – ha sottolineato Maccarrone – rafforza la fiducia nel fatto che una dieta appropriata possa aiutare a prevenire i tumori, ma anche altre patologie diffuse, come i disturbi neurologici, l'obesità e il diabete. I risultati hanno profonde implicazioni anche per l’impostazione di studi futuri. Dimostrano infatti che i cambiamenti epigenetici, ovvero quelli derivanti da fattori ambientali e, dunque, dall’alimentazione, sono potenzialmente reversibili".
Il cancro al colon-retto è secondo posto dopo quello alla mammella, nella donna, e al terzo dopo quello di polmone e prostata, nell’uomo. Un tumore che in Italia, secondo le stime, colpisce circa 40 mila donne e 70 mila uomini ogni anno.
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