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Olio bio, nasce in Puglia il network transnazionale BiolMed

E' un progetto comunitario che riunisce Italia, Spagna, Malta e Grecia. Prevede i “Circoli della Qualità”, un catalogo delle innovazioni, i gruppi d’acquisto e i Farmers markets

26 giugno 2010 | C. S.

Si costituisce ufficialmente in Puglia il network transanazionale del BiolMed, progetto comunitario per la valorizzazione della competitività dell’olivicoltura biologica mediterranea, che coinvolge Italia, Spagna, Malta e Grecia. La firma tra i partner è in programma venerdì 25 giugno, alle 10, allo Iamb; interverrà l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Stefàno.

Il progetto è nato nell’ambito del Premio Biol, la kermesse internazionale sull’olio bio, che da quindici anni pone la Puglia al centro dello scenario mondiale del settore.

Il BiolMed prevede infatti la creazione di una rete permanente transnazionale costituita dai “Circoli della Qualità del Biol”, sportelli regionali per sostenere lo sviluppo delle aziende agricole che mirano a migliorare la qualità dell’olio d’oliva biologico e promuovere incontri regionali e sostenere l’organizzazione delle esposizioni Biol a livello locale.

Saranno inoltre realizzati manuali sulle produzioni di qualità ed un catalogo sulle innovazioni. Allo scopo di sviluppare i mercati locali, il progetto prevede anche la creazione di Gruppi d’Acquisto e Farmers Markets che favoriscano l’acquisto diretto dai piccoli produttori locali.

In coda alla firma saranno poi consegnati anche i Premi Biol Puglia assegnati ad aprile (il principale dei quali è stato assegnato all’olio dauno “Masseriola” di Ascoli Satriano) e il premio nazionale Biolpack (vinto dall’extravergine “De Carlo” di Bitritto).

Leader partner del progetto BiolMed è lo Iam di Bari, affiancato per l’Italia dagli assessorati al Mediterraneo e all’Agricoltura della Regione Puglia, dal Consorzio Italiano per il Biologico (Cibi), dall’Istituto di Certificazione Etica e Ambientale (Icea); per la Grecia dall’Istituto di educazione tecnologica delle Isole Jonie e dall’Organizzazione di ispezione e certificazione dei prodotti biologici (Diò); per la Spagna dal Centro per l’educazione e la formazione sull’agricoltura biologica (Cafage), dalla Società spagnola di agricoltura ecologica (Seae) e dal Mgarr Local council di Malta.




Fonte: Fabio Nardulli

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