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Sostegni inadeguati per i giovani agricoltori, a giudizio della Corte dei conti europea

Audit su Polonia, Francia, Spagna e Italia: troppo spesso il sostegno dell’UEeai giovani agricoltori è definito in maniera inadeguata. La Corte invita a rendere più mirato il sostegno per promuovere efficacemente il ricambio generazionale

29 giugno 2017 | C. S.

L’audit si è incentrato sui quattro Stati membri dell’UE che registrano le spese più rilevanti a favore dei giovani agricoltori (cioè di età non superiore a 40 anni): Francia, Spagna, Polonia e Italia. La Corte ha rilevato differenze notevoli tra la gestione dei pagamenti del “pilastro1”, che prevedono per i giovani agricoltori l’integrazione dei pagamenti diretti con un ulteriore 25%, e i pagamenti del “pilastro2” versati ai giovani agricoltori al loro primo insediamento.

Nell’ambito del pilastro 1, l’aiuto non si basa su una valida valutazione delle esigenze, non rispecchia l’obiettivo generale di incoraggiare il ricambio generazionale, non è sempre erogato ai giovani agricoltori che ne hanno bisogno ed è talvolta fornito ad aziende in cui i giovani agricoltori svolgono un ruolo soltanto secondario. Gli Stati membri non coordinano i pagamenti del pilastro 1 con il sostegno del pilastro 2 ai giovani agricoltori. L’aiuto viene erogato in forma standardizzata, senza rispondere ad altre esigenze specifiche se non quella di fornire un reddito supplementare. Il quadro comune per il monitoraggio e la valutazione non comprende indicatori di risultato.

Il pilastro2, pur essendo basato in linea generale su una valutazione vaga delle esigenze, persegue finalità che, in parte, rispecchiano di fatto l’obiettivo generale di incoraggiare il ricambio generazionale. L’aiuto risponde più direttamente alle esigenze dei giovani agricoltori in materia di accesso alla terra, al capitale e alla conoscenza. L’importo dell’aiuto è generalmente collegato alle esigenze e modulato per incentivare azioni specifiche (ad esempio, l’introduzione dell’agricoltura biologica o di iniziative per il risparmio idrico o energetico). I piani aziendali sono strumenti utili, ma la loro qualità variava da uno Stato membro controllato all’altro. Le autorità di gestione non sempre hanno applicato procedure di selezione atte a dare priorità ai progetti migliori.

“È essenziale che il sostegno ai giovani agricoltori sia efficace, se si intende assicurare un’attività agricola sostenibile per le generazioni a venire,” ha affermato Janusz Wojciechowski, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “Abbiamo però rilevato scarsi elementi che dimostrino l’effetto di queste misure e se aiutano davvero i giovani agricoltori, soprattutto a causa di una focalizzazione insufficiente e di indicatori di bassa qualità.”

Nonostante la tardiva introduzione di criteri di selezione nel periodo 2007‑2013, questi non hanno consentito di assegnare la priorità ai progetti migliori in quanto le soglie minime erano troppo basse o inesistenti. In alcuni Stati membri, la dotazione finanziaria è stata subito esaurita all’inizio del periodo di programmazione, il che ha impedito agli agricoltori che si sono insediati successivamente di percepire fondi.

“Per rendere gli aiuti efficaci, l’UE e gli Stati membri devono in primo luogo definire meglio chi intendono aiutare e quale risultato debba perseguire l’assistenza europea; in seguito, devono concentrarsi sulla misurazione dei progressi compiuti”, ha aggiunto Wojciechowski.

La Corte raccomanda alla Commissione europea e agli Stati membri di:

- migliorare la logica di intervento, rafforzando la valutazione delle esigenze e definendo obiettivi che rispecchino l’obiettivo generale di promuovere il ricambio generazionale;

- rendere più mirate le misure, migliorando la selezione dei progetti e utilizzando piani aziendali;

- migliorare il monitoraggio e la valutazione attingendo alle migliori pratiche elaborate dagli Stati membri.

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