Mondo
La leadership nella produzione mondiale di olive da tavola a Turchia ed Egitto
Secondo gli ultimi dati del Consiglio Oleicolo Internazionale, la produzione spagnola cresce ma non abbastanza per tenere il passo dei competitor. Il consumo globale resta in crescita, verso i 3 milioni di tonnellate l’anno
19 luglio 2026 | 10:00 | C. S.
Nonostante il riconosciuto prestigio internazionale della Spagna come paese produttore ed esportatore di olive da tavola, il panorama globale sta cambiando rapidamente. I numeri diffusi dal Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) raccontano di un vero e proprio sorpasso: le nuove strategie agricole di Turchia ed Egitto, sostenute dai rispettivi governi, hanno ribaltato il posizionamento spagnolo nella classifica dei principali paesi produttori.
Nella campagna in corso, la Turchia si conferma al primo posto con 740.000 tonnellate, registrando un incremento del 23% rispetto all’anno precedente. Al secondo posto si piazza l’Egitto con 650.000 tonnellate e una crescita del 20%. La Spagna scende così al terzo gradino del podio con 503.000 tonnellate, nonostante un aumento della produzione del 16%, inferiore a quello dei due competitor.
A completare la top six troviamo l’Algeria, che con 274.000 tonnellate segna un +9%, seguita dalla Grecia con 250.000 tonnellate e dal Marocco con 120.000 tonnellate.
Un dato confortante arriva dal fronte del consumo: a livello mondiale si muovono circa 3 milioni di tonnellate all’anno, con una chiara tendenza al rialzo, a conferma di un mercato in espansione.
Export in calo, pesano i dazi americani
Analizzando le esportazioni spagnole, i dati Eurostat relativi al periodo gennaio-aprile 2026 evidenziano una flessione significativa. Il volume esportato è stato di 162.300 tonnellate, contro le 178.000 dello stesso periodo dell’anno precedente, segnando un -9,6%. La causa principale è da ricercare nei problemi tariffari che il settore subisce dal 2017 sul mercato statunitense.
Nonostante le difficoltà, gli Stati Uniti restano il primo acquirente delle olive spagnole con una quota del 16%, seguiti da Italia (10%), Francia (8%) e Portogallo (7%).
Importazioni in forte aumento
Sul fronte delle importazioni, la Spagna continua a rifornirsi all’estero. Nei primi quattro mesi del 2026 sono state importate complessivamente 48.000 tonnellate, in crescita del 16% rispetto alle 41.335 tonnellate dello stesso periodo del 2025. I principali fornitori sono il Portogallo, con una quota del 48%, e l’Egitto, che rappresenta il 39% del totale acquistato.
Un quadro, insomma, che mostra una Spagna ancora protagonista, ma sempre più sotto pressione: da un lato deve difendere la propria produzione dall’avanzata di Turchia ed Egitto, dall’altro subisce il contraccolpo dei dazi e si trova costretta a importare crescenti quantità di olive per soddisfare la domanda interna e di trasformazione.
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