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Se è l'olio d'oliva a far da traino al vino

A gonfie vele l'export oliandolo spagnolo verso la Cina, più che raddoppiato in un solo anno. Ora si punta a valorizzare altre produzioni tra cui vino e prosciutti

04 febbraio 2012 | C. S.

Presto la Cina potrebbe divenire il primo importatore, extraeuropeo, di olio d'oliva spagnolo, scavalcando anche gli Stati Uniti.

E' questo il dato che merge dalla presentazione di Alberto Alonso, consigliere dell'Ufficio economico commerciale spagnolo a Pechino (Ofcomes).

Mentre l'ambasciata italiana è impegnata a difendere l'onorabilità della nostra produzione da attacchi sulla carta stampata cinese, l'ambasciata spagnola sta predisponendo un programma per spiegare ai cinesi i risultati di una conferenza medica tenutasi in Spagna sui benefici dell'olio d'oliva.

Non deve allora stupire l'affermazione di Alonso secondo il quale “per i cinesi è molto chiaro che la Spagna è il maggior produttore di olio d'oliva e della migliore qualità”

Da gennaio a dicembre 2011 la Spagna ha esportato in Cina olio d'oliva per oltre 58 milioni di euro, più del doppio dei 28 milioni del 2010. Il 30% dell'import cinese riguarda olio sfuso da confezionare ad opera di società cinesi mentre il 70% ha etichetta e marchi spagnoli in bella evidenza.

Rispetto al trend dei primi anni 1990, in cui la Spagna ha cominciato a penetrare il mercato, oggi le progressioni sono impressionanti e dovbrebbero mantenersi stabili per alcuni anni, se non incrementare, a detta dell'Ofcomes spagnolo.

L'importazione di olio d'oliva spagnolo, che gode di ottima immagine e viene considerato un prodotto sano e di qualità, pottrebbe far da traino, questo l'auspicio di Alonso, anche ad altre prodzioni agroalimentari, prime fra tutte vino e prosciutti.

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