Mondo

Anche ai russi piace extra vergine

Anche ai russi piace extra vergine

Cambia il regime. Quello alimentare. Il Ceq, il Consorzio extra vergine di qualità, apre un varco verso un mercato promettente. L’olio ricavato dall’oliva può entrare in sinergia con tutte le verdure che si consumano abitualmente in Russia

17 dicembre 2011 | C. S.

La cultura e le consuetudini alimentari hanno un ruolo determinante nel caratterizzare le percentuali di importazione ed esportazione dell’olio di oliva, il cui consumo medio procapite oscilla fra i 18 kg della Grecia agli 11-12 kg di Spagna e Italia, e scende sensibilmente a poche decine e centinaia di grammi nei paesi privi di un vissuto consolidato del prodotto. Al mercato internazionale dell’olio di oliva però si affacciano sempre di più nuovi importatori, come nel caso della Russia, la cui alimentazione non comprende tradizionalmente questo alimento.

“L’olio di oliva è in perfetta armonia con il regime alimentare russo” ha spiegato Raffaele Sacchi, Professore di Scienza degli Alimenti presso la facoltà di Agraria dell’Università di Portici

“L’olio extravergine viene apprezzato sia per le sue caratteristiche nutrizionali sia per via del suo aroma. È ovvio che nella dieta mediterranea, l’olio è l’elemento principe. Ma anche nello stile di cucina russa l’olio di oliva si armonizza più o meno con tutto. In particolare può fornirle maggiore equilibrio tramite i suoi grassi mono-insaturi, prevenendo in tal modo le patologie arteriose. L’alimento può entrare in sinergia con tutte le verdure che si consumano abitualmente in Russia. È inoltre da tenere presente come l’olio extravergine mantenga i suoi effetti benefici anche nella cottura: in virtù della sua carica anti-ossidante infatti, protegge e preserva le caratteristiche nutrizionali degli altri alimenti”.

Il Professor Sacchi ha partecipato come relatore del seminario che si è tenuto a Mosca, organizzato dal Consorzio dell’Extravergine di Qualità (CEQ) e co-finanziato dal Ministero delle Politiche agricole e dall’Unione Europea. “Noi consigliamo il consumo dell’olio extra vergine di oliva a qualsiasi età, ha aggiunto il Professor Sacchi. Se nel bambino esso può avere una funzione, nell’anziano ne può avere un’altra: ad esempio quella di prevenire le malattie grazie alla sua funzione anti-infiammatoria”, ha concluso.

“Il Consorzio è sempre più impegnato a diffondere una cultura dell’olio extravergine presso i Paesi che si affacciano da poco a questo mercato”, ha affermato il Presidente del CEQ Elia Fiorillo. “Lo facciamo con un occhio rivolto al futuro, cercando di mantenerci in una prospettiva sempre più europea: al di là degli interessi di carattere particolaristico, e con la consapevolezza che le strategie di mercato dell’olio extravergine devono essere sorrette da convincenti campagne di sensibilizzazione. In particolare è bene che i consumatori dei Paesi extra Ue vengano informati sulle diverse caratteristiche dell’alimento, di modo da poter riconoscere la qualità dell’olio di oliva che siamo impegnati a promuovere. Questo è lo spirito con cui stiamo portando avanti le nostre campagne in Russia, in India e in Cina” ha concluso.

Il Consorzio di Garanzia dell’Olio Extra Vergine di Oliva di Qualità (CEQ) da anni porta avanti una battaglia finalizzata alla realizzazione di un prodotto di categoria superiore. I soci, appartenenti alle diverse categorie della filiera olivicola, rispettano le linee guida definite dal Consorzio, che assicurano la qualità attraverso standard molto restrittivi. Tutti i passaggi, che vanno dalla produzione al confezionamento e alla esposizione nella distribuzione, sono fondamentali per la garantire un olio di alta qualità. Se ben conservato, infatti, l’olio extra vergine si difende bene dal fisiologico processo di ossidazione e mantiene intatte le sue proprietà nutrizionali e salutiste, il suo vero valore aggiunto.

 

Potrebbero interessarti

Mondo

Crollano le vendite di olio di oliva spagnolo: tutta colpa di importazioni e GDO

Le vendite complessive di olio spagnolo sono scese a poco più di 73.600 tonnellate, il valore più basso dell’intera campagna, al di sotto persino dei livelli del 2024/25. A pesare sono le importazioni e la politica della Grande Distribuzione

11 giugno 2026 | 16:00

Mondo

La Spagna vuole far autorizzare gli enzimi in frantoio

Uno studio condotto dall’IFAPA in condizioni industriali dimostra che i preparati enzimatici possono migliorare l’estrazione a freddo dell’olio extravergine di oliva, incrementando resa e contenuto fenolico nel pieno rispetto degli standard di qualità e autenticità

11 giugno 2026 | 10:00

Mondo

L'olivo senza più barriere: la sfida in Oregon

Dalle piccole aziende agricole alla collaborazione con la Spagna: l'Università statale dell'Oregon testa 116 varietà per creare una nuova industria oleicola resiliente. Primo olio prodotto nel 2025

10 giugno 2026 | 10:00

Mondo

Produzione mondiale di cereali in calo nel 2026/27

La FAO prevede una lieve contrazione della produzione e del commercio globale di cereali nel 2026/27 dopo il picco storico del 2025/26. In flessione soprattutto il grano, mentre scorte e domanda restano complessivamente stabili, con un mercato ancora ben bilanciato ma esposto a tensioni sui costi energetici e logistici

10 giugno 2026 | 09:00

Mondo

Etichetta a semaforo sull'olio di oliva: i produttori australiani dicono no

L’associazione dei produttori australiani critica il sistema di etichettatura nutrizionale, ritenuto incapace di valorizzare adeguatamente le proprietà dell’olio extravergine d’oliva. Sul tavolo la richiesta di escludere gli oli vegetali dal modello o di rivederne profondamente i criteri di valutazione

09 giugno 2026 | 11:00

Mondo

Olio di oliva e microbiota intestinale, i composti fenolici sono antimicrobici selettivi

L’Università di Jaén vince l’VIII Premio Castillo de Canena. Lo studio guidato dalla professoressa Magdalena Martínez Cañamero dimostra come i composti fenolici dell’extravergine favoriscono i batteri benefici e contrastando quelli legati alle infiammazioni

09 giugno 2026 | 09:00