Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di C. S.
Tutte le amministrazioni provinciali toscane, tranne quella di Pistoia, hanno deciso di prorogare il periodo a rischio per lo sviluppo degli incendi boschivi, lasciando dunque in vigore le specifiche norme di prevenzione fissate dalla legislazione regionali, con i divieti e le relative sanzioni per i trasgressori. Diversi i periodi di proroga fissati dalle singole province: Lucca, Pisa e Massa Carrara hanno prorogato il periodo di rischio fino al 30 settembre; Arezzo, Grosseto, Prato e Siena fino al 19 settembre; Firenze e Livorno fino al 15 settembre.
"Le province – sottolinea l'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori - hanno operato in accordo con il servizio antincendi della Regione Toscana per giungere a una proroga giustificata dalle previsioni meteo e differenziata come arco temporale, a seconda delle diverse realtà sul territorio. I dati sull'andamento incendi per il 2010 sono fin qui confortanti, ma la stagione non è chiusa. Si sono registrati dall'inizio dell'anno ad oggi circa il 37 per cento degli incendi che si erano verificati nello stesso periodo del 2009 e anche la superficie bruciata è estremamente inferiore a quella andata in fumo lo scorso anno. Proprio per questo è il momento di mantenere alta la guardia, anche perché le previsioni parlano di condizioni di tempo stabile e possibilità di giornate ventose".
La legislazione regionale per i periodi a rischio vieta di accendere fuochi e compiere altre operazioni che possano creare pericolo di incendio nei boschi e in una fascia contigua di 200 metri.
Chi non rispetta il divieto, si fa sapere, rischia una multa che va da un minimo di 240 euro a un massimo di 2.066, nel caso in cui il fuoco venga acceso in un bosco che rientra nel territorio di uno dei 97 comuni a rischio particolarmente elevato.
Anche i fuochi accesi a distanza maggiore di 200 metri dal bosco dovranno comunque essere spenti entro le ore 10 del mattino, mentre per quanto riguarda i castagneti da frutto gli abbruciamenti di residui di ripuliture e potature sono consentiti solo fino alle 9.
Il regolamento dà comunque facoltà alle province di proibire l'accensione anche nella fascia oltre i 200 metri e nei castagneti. La Provincia di Pisa si è avvalsa di questa facoltà per vietare fino al 30 settembre ogni forma di abbruciamento anche al di fuori dei boschi e nei castagneti da frutto dell'intero territorio comunale di Calci, Buti, Vicopisano e di gran parte di quello dei comuni di San Giuliano Terme e Vecchiano.
Fonte: Toscana Notizie, Paolo Ciampi
di C. S.
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