Italia
AGEA, record storico di erogazioni nel 2025: superati i 10 miliardi di euro
L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura presenta l’Annual Report alla Tenuta Pantano Borghese. Crescita del 24,8% rispetto al 2024. Al via la rivoluzione digitale con il progetto “AgeaIT”
11 giugno 2026 | 15:00 | C. S.
L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) ha chiuso il 2025 con un traguardo senza precedenti: oltre 10 miliardi di euro erogati a sostegno del settore primario, segnando un incremento del 24,8% rispetto all’anno precedente. Il dato è stato reso noto in occasione della presentazione della seconda edizione dell’Annual Report, svoltasi nella Tenuta Pantano Borghese davanti a oltre 350 ospiti, di cui più di due terzi rappresentanti del mondo agricolo.
Dal 2023 a oggi, le risorse complessivamente immesse nel sistema dall’Agenzia hanno superato i 15 miliardi di euro. Un risultato che conferma l’agricoltura come infrastruttura strategica per l’economia nazionale, in un comparto agroalimentare che vale oltre 700 miliardi di euro e contribuisce per circa il 15% al PIL italiano.
I numeri della crescita
L’aumento delle erogazioni ha interessato trasversalmente tutti i principali strumenti di sostegno:
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FEASR (Sviluppo Rurale): oltre 5,1 miliardi (+35,2% sul 2024);
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FEAGA (Aiuti diretti): 4,4 miliardi (+10,8%);
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Aiuti agli indigenti: 182 milioni (+63,4%);
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Aiuti nazionali: 241 milioni (+141%).
L’Agenzia ha inoltre azzerato il rischio di disimpegno automatico dei fondi europei per lo Sviluppo Rurale 2014-2022, con un utilizzo delle risorse superiore al 99%.
“Non conta solo quanto si paga, ma come e quando”
A commentare i risultati è stato il direttore di Agea, Fabio Vitale: «La ‘nuova metrica’ messa in campo non riguarda semplicemente quanto si paga, ma come e quando si paga. Il vero indicatore di performance è la qualità del servizio: tempestività, prevedibilità e affidabilità. Non è più l’agricoltore che deve adattarsi alla complessità burocratica, bensì un’Amministrazione capace di anticiparne i bisogni».
Vitale ha sottolineato il ruolo strategico dell’Agenzia nella tutela del Made in Italy e nella sovranità digitale nazionale: «Siamo pronti a guidare la transizione verso una PAC post-2027 più accessibile e basata sui dati».
La rivoluzione digitale: nasce “AgeaIT”
Cuore della svolta è il progetto AgeaIT, previsto dal disegno di legge “Coltivallatia”, che trasforma l’Agenzia in un polo tecnologico pubblico. Attualmente Agea gestisce oltre 230 terabyte di dati e internalizza competenze in cybersecurity, intelligenza artificiale e monitoraggio satellitare.
Grazie al Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) e al nuovo Comitato Strategico per l’IA, la piattaforma evolve da mero strumento burocratico a sistema di intelligence pubblica. Il Fascicolo Aziendale “Intelligente” suggerisce dati già disponibili nelle banche pubbliche, riducendo l’inserimento manuale e accelerando le istruttorie.
Legalità e prevenzione: oltre 2.200 posizioni a rischio isolate
Nel 2025 Agea ha rafforzato il presidio della legalità con un modello basato su prevenzione e analisi predittiva. Attraverso la strategia ARACHNE-SAS, sono state isolate oltre 2.200 posizioni ad alto rischio su un’analisi di 56.000 beneficiari. Il recupero di risorse pubbliche tramite il Registro Debitori ha superato i 73 milioni di euro in un solo anno.
La Corte dei Conti, con delibera n.15/2025, ha riconosciuto il cambio di paradigma «dalla repressione alla prevenzione degli illeciti».
Agecontrol: 116.788 controlli per 667 milioni di euro
Positive anche le performance di Agecontrol, società partecipata al 100% da Agea. Nel 2025 sono stati realizzati 116.788 interventi su aiuti per circa 667 milioni di euro. Nel settore ortofrutticolo, certificati 655.000 tonnellate in import e 659.000 in export, con un valore commerciale all’export di circa 1,45 miliardi di euro. La società ha chiuso l’esercizio con un utile di 144.406 euro e un patrimonio netto di 1,25 milioni.
Verso la PAC post-2027: giovani e terreni incolti
Tra il 2023 e il 2025, Agea ha erogato 73 milioni di euro specificamente destinati ai giovani agricoltori. L’obiettivo ora è mettere a sistema i 4 milioni di ettari oggi incolti ma “pagabili” , per tornare a una superficie coltivata nazionale di oltre 13 milioni di ettari (oggi ferma a 9 milioni).
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