Italia

Un politico col vizietto della caccia illegale a pettirossi e fringuelli

29 gennaio 2013 | C. S.

Il caso è accaduto a fine di dicembre, le guardie venatorie della LIPU, si trovavano nella zona di Dueville, per effettuare un normale controllo all’attività venatoria. Uditi dei colpi di fucile, sparati nei pressi di alcune abitazioni, si portavano sul posto, si appostavano e notavano con il binocolo un cacciatore che sparando ad altezza d’uomo, abbatteva un pettirosso e lo mettendolo in tasca.

Gli agenti decidevano di intervenire, il bracconiere, scoperto, tentava di allontanarsi e di disfarsi del sacchetto contenente gli uccelli protetti abbattuti, lanciandolo nella riva di un fossato. Fermato il cacciatore, rintracciato e raccolto il sacchetto contenente due pettirossi ed un fringuello, le guardie gli contestavano il fatto di rilevanza penale.

Un certo stupore ha colto gli agenti scoprendo che il bracconiere Z.F. di Dueville è un noto politico, consigliere della provincia ora commissariata, candidato a sindaco nelle ultime elezioni comunali, molto conosciuto anche per le sue molteplici attività e per i suoi incarichi pubblici.

La legge prevede che per l’abbattimento di uccelli di specie particolarmente protetta, inseriti nell’appendice due della convenzione di Berna, qual è il pettirosso, al trasgressore oltre alla denuncia penale venga confiscata l’arma e si faccia segnalazione per il ritiro della licenza di caccia. Con queste premesse i pubblici ufficiali, hanno richiesto l’intervento della polizia provinciale, che arrivata sul posto ha messo in atto i sequestri penali, arma compresa.

Reno Rizzi portavoce CPV ha commentato così l’ennesimo episodio di bracconaggio: “in meno di un mese, ben tre cacciatori tesserati A.C.V. sono stati denunciati per abbattimento e cattura di pettirossi, è una cosa grave, inconcepibile, che da un segnale chiaro di cosa sia diventata oggi la caccia”.

“Ritengo che non vi siano epiteti per bollare un cacciatore che uccide con dolo un pettirosso, ma questi casi a ripetizione dimostrano che il male è profondo, e probabilmente irreversibile, questa pratica spinta dalla forza distruttrice dell’accoppiata interesse-politica sta dando i suoi frutti più marci”.

“Nel caso di specie, da una persona che si prende l’impegno di rappresentare e guidare la collettività, ci si aspetterebbe un comportamento serio ed irreprensibile, ma come ci ha insegnato la cronaca di questi ultimi mesi, in politica le mele marce abbondano”.

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