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I Millenials salveranno l'olio extra vergine di oliva italiano

I Millenials salveranno l'olio extra vergine di oliva italiano

Le giovani generazioni sono molto sensibili all'origine, anche di fronte a importanti differenze di prezzo. Una ricerca dell'Università di Siena su quasi mille intervistati, tra i 16 e i 35 anni, illustra la propensione all'acquisto dei Millenials per l'olio extra vergine di oliva

28 luglio 2017 | T N

L'Università di Siena, in particolare il Laboratorio Analisi Politiche e Sociali e il Centro di Ricerca sul Cambiamento Politico hanno analizzato il comportamento dei giovani italiani rispetto ai temi cibo, salute e sostenibilità.

Sono stati intervistati 997 giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni, verificando le abitudini alimentari, gli stili di consumo e le fonti di informazione su cibo e salute.

Una parte della ricerca si è occupata del rapporto tra cibo, qualità e prezzo.

Per approfondire il tema e valutare l’effettiva importanza del criterio economico del prezzo rispetto a quello della qualità del prodotto, è stato condotto un esperimento.

A questo scopo, nel corso dell’indagine, sono state sottoposte all’attenzione degli intervistati due immagini di bottiglie di olio ed è stato chiesto loro di indicare quale delle due sarebbero stati più propensi ad acquistare. Metà del campione, selezionata casualmente, ha ricevuto le immagini di due bottiglie di identico formato che si distinguevano soltanto per l’etichetta: la prima etichetta sottolineava la provenienza italiana del prodotto, riportando la dicitura “Olio 100% italiano ottenuto da olive coltivate in Italia a marchio DOP” e l’altra etichetta recava invece la dicitura “Miscela di oli di oliva originari dell’Unione Europea”.

L’altra metà del campione ha ricevuto, oltre a queste due immagini, una indicazione del prezzo di ciascuna bottiglia, dove quello italiano aveva un costo di euro 10, mentre la bottiglia di olio europeo costava euro 4.

Se, in presenza della sola indicazione geografica, la quasi totalità degli intervistati (99%) ha optato per l’olio di origine Italiana rispetto a quello di origine Europea, quando viene introdotta l’informazione sul costo della bottiglia, la percentuale di coloro che scelgono l’olio di origine italiana scende di quasi trenta punti percentuali, al 69%, restando però largamente maggioritaria.

Emerge quindi chiaramente che, come per le generazioni più anziane, anche per i giovani il fattore prezzo è importante ma non determinante, visto che quasi il 70% continua a preferire l'olio italiano anche quando costi più del doppio dell'omologo comunitario.

E' quindi importante “coltivare” questa propensione al consumo, accrescendo la qualità intrinseca e percepita dell'extra vergine italiano, per fidelizzare le giovani generazioni verso l'olio nazionale, magari a denominazione d'origine.

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