L'arca olearia
Primi voli di mosca delle olive: attenzione ai tempi di efficacia delle trappole
E' già tempo di mettere le trappole o eseguire il primo trattamento con Spintor Fly per abbattere la popolazione di Bactrocera oleae. Attenzione, però, ai tempi di efficacia dell'attrattivo. Anche l'insetticida usato può fare la differenza
26 giugno 2015 | R. T.
Si stanno registrando, in varie zone d'Italia, i primi voli di mosca delle olive. Spesso i frutti sono ancora troppo piccoli per poter essere recettivi ma in alcuni casi la loro dimensione è già tale da poter ospitare un uovo.
Occorre, quindi, iniziare a prestare attenzione, in particolare per quegli olivicoltori che vogliono adottare un sistema di lotta basato su mass trap (cattura massale) basata su trappole (EcoTrap, MagnetoTrap) o esche proteiche localizzate sulla chioma (Spinto Fly).
In questi casi il posizionamento delle trappole o il trattamento va eseguito precocemente per poter svolgere la sua azione abbattente sulla popolazione di mosca delle olive.
E' bene però sapere che l'efficacia di attrazione nei confronti della mosca delle olive di questi sistemi è diversa, non solo in ragione della formulazione che fa da attrattivo ma anche della combinazione con l'agente insetticida.
Uno studio greco ha valutato proprio questo. L'efficacia della cattura massale dipende infatti sostanzialmente dlla capacità della trappola di mantenere il più possibile a lungo il suo potere di attrazione e uccisione.
I ricercatori greci hanno utilizzato varie combinazioni di elementi per il test. Due le formulazioni di attrattivo (proteine idrolizzate al 55 e al 75%) e tre insetticidi (alfa-cipermetrina, lambda-cialotrina e dimetoato), a cui si è aggiunto lo spinosad. Le preparazioni sono state testate tanto su trappole quanto attraverso trattamento localizzato sulla chioma, in quest'ultimo caso ad eccezione della tesi con lambda-cialotrina.
La sperimentazione è durata un biennio, due estati consecutive.
Il tasso di cattura nel caso di trattamenti localizzati sulla chioma, indice dell'attrattività del sistema trappola, è stato misurato tramite pannelli McPhail (pannelli adesivi trasparenti).
Le misurazioni sono state effettuate dopo 3, 7, 10, 14, 17, 20 e 24 giorni dal momento del trattamento.
I ricercatori hanno notato che proprio il trattamento localizzato sulla chioma è il più efficace, con il numero più alto di catture, e si aveva con l'applicazione di alfa-cipermetrina, senza differenze significative tra i due livelli di proteine idrolizzate. Il tasso medio di cattura è stato di 7,6-10,5 mosche per trappola. In particolare, però, l'efficacia era maggiore a tre giorni del trattamento, con tassi di cattura superiori di ben tre volte rispetto a quelli rilevati nelle altre epoche.
Queste differenze così significative non sono però state riscontrate nel caso di soluzioni con dimetoato o spinosad, dove è stato registrato un tasso medio di cattura di 6 mosche/trappola.
In condizioni di campo, mediante trattamento localizzato sulla chioma, il numero di catture è stato di 0,3-1,5 mosche al giorno per trappola per un periodo di 10 giorni. Dopo questo tempo l'efficacia delle soluzioni si riduceva significativamente.
Infine, è stato riscontrato che variando i valori di pH delle soluzioni nel tempo si aveva un aumento delle catture di mosca.
+L'esperienza greca insegna che il metodo di cattura massale, sebbene possa essere molto efficace, presuppone una buona conoscenza delle condizioni e dei tempi di efficacia che variano in ragione di fattori ambientali ma anche di gestione agronomica.
Bibliografia
Kyriaki Varikou, Nikos Garantonakis, Athanasia Birouraki, Residual attractiveness of various bait spray solutions to Bactrocera oleae, Crop Protection, Volume 68, February 2015, Pages 60-66, ISSN 0261-2194
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