Anno 15 | 26 Settembre 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Etichettatura dell'olio extra vergine di oliva, quanti dubbi!

Ci scrivono Carla Finocchiaro e Federico Allegri con dubbi circa le procedure per imbottigliare e confezionare l'olio extra vergine d'oliva, nonché sull'etichettatura del prodotto. Dall'indicazione del frantoio a perplessità sul termine minimo di conservazione. Facciamo chiarezza

Buonasera,
sono interessata a fare imbottigliare l'olio prodotto dalla mia azienda in Sicilia a terzi.
Vorrei avere indicazioni circa le procedure da seguire ed a quali enti ufficiali (comune, provincia altro devo contattare).
Grazie

Carla Finocchiaro

Buongiorno,
sono un produttore pugliese di olive che solitamente vendo al frantoio.
Da quest'anno vorrei vendere anche lattine di olio (5L e 3L) per cui ho alcune domande a riguardo:
- Vorrei usare le stesse etichette per le lattine da 3L e da 5L. Visto che sulle lattine (a lato) è già stampata la quantità di prodotto (3L o 5L) vorrei sapere se sono obbligato a riportarlo anche sull'etichetta frontale o su quella posteriore.
- Porterò le olive al frantoio il quale riempirà le lattine con il l'olio ottenuto dalla molitura delle mie olive. E' corretto se riporto nell'etichetta che l'olio è stato lavorato (cioè franto) e confezionato  nel frantoio pinco pallino secondo le norme vigenti?
- E' obbligatorio indicare il frantoio che molirà le mie olive e che poi riempirà le lattine?
- l'olio è bio ma non dop per cui non ho capito se posso indicare la zona. La mia idea è quella di indicare che è un olio extra vergine di olive che proviene dalla murgia barese. Posso?
- La mia idea è quella di inserire data di scadenza e lotto (per una tracciabilità interna) in un barcode 2D da stampare sull'etichetta. la data di scadenza verrà scritta anche a lato del barcode 2D con caratteri leggibili. E' obbligatorio inserire il lotto di produzione? Deve essere leggibile o è sufficiente inserirlo nel barcode 2D?
Vi ringrazio in anticipo

Cordiali saluti
Federico Allegri

 

Gentili Signora Finocchiaro e Signor Allegri,
veniamo alle domande esposte.

Premesso che la signora Finocchiaro parla di azienda, immaginiamo che la stessa sia correttamente dotata di partita Iva e che risulti iscritta al Registro telematico di carico e scarico (Agea).
Nel caso l'olio, ancorchè imbottigliato, risultati stoccato presso un locale dell'azienda e non del frantoio possiamo inoltre consigliare, in via prudenziale, di effettuare una Scia al Comune (la modulistica è spesso reperibile sul sito stesso del Comune), verificando che il locale abbia i requisiti igenico sanitari del caso.

Quanto all'etichetta del Sig. Allegri, consigliamo di indicare la capacità del contenitore in etichetta poiché lei, in via teorica, può riempire le lattine a meno della capacità indicata dalle stesse che va intesa, quindi, come capacità massima delle lattine e non dell'olio effettivamente contenuto.
Nel caso della lavorazione indicata, la lavorazione effettuata dal frantoio è una molitura e confezionamento parziale. Infatti, da come ci descrive le procedure, solo l'imbottigliamento avviene in frantoio, non l'etichettatura della dama. Completando il confezionamento presso la sua azienda, lei potrà scrivere “prodotto e imbottigliato da” seguito dall'anagrafica della sua azienda. Non dovrà per forza indicare il frantoio che ha molito le olive. Diverso il caso se il frantoio completa il confezionamento (quindi lei porterà a casa lattine già finite e pronte alla vendita). In questo caso potrà scrivere: “prodotto da” seguito dall'anagrafica della sua azienda e “confezionato presso” indicando l'anagrafica del frantoio confezionatore.
Attenzione anche perchè vi è una variazione nella tenuta del registro di carico e scarico. Nel caso il frantoio completi il confezionamento lei non sarà tenuto a nessuna registrazione. Altrimenti dovrà tenere il registro, notificando il completamento del confezionamento (etichettatura a suo carico).
Potrà inserire che l'olio è biologico solo a completamento del percorso di certificazione dell'olio (non dell'azienda) e secondo le specifiche fornite dall'organismo di controllo.
No, non potrà inserire alcun genere di indicazione d'origine, toponimi o altro, se non attraverso la certificazione Dop o Igp. Il suo olio risulterà, anzi dovrà risultare in etichetta: “italiano” o “made in Italy” o espressioni equivalenti che richiamino solo la nazionalità.
Il termine minimo di conservazione (non si tratta propriamente di data di scadenza) è obbligatoriamente preceduto dalle espressioni:
— "da consumarsi preferibilmente entro il …" quando si usa l’indicazione del giorno, mese, anno
— "da consumarsi preferibilmente entro fine …", negli altri casi (mese, anno o solo anno)
Non è necessario indicare il loro di produzione qualora il termine minimo di conservazione sia espresso in giorno, mese, anno.

Buon lavoro ad entrambi

Redazione Teatro Naturale

di T N
pubblicato il 07 settembre 2017 in Pensieri e Parole > La voce dei lettori

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

La rovina dell'olio extra vergine d'oliva italiano

Il terribile prezzo della globalizzazione: la perdita della ruralità

Olio extra vergine di oliva italiano: la rabbia e l'orgoglio

Dalla competenza nasce la garanzia per i consumatori, l'esempio del Mastro Oleario

Troppo gossip nel mondo dell'olio d'oliva italiano