Turismo

Il Molise raccontato agli studenti universitari di storia del turismo

Una lezione di Pasquale Di Lena per comprendere potenzialità e peculiarità di una regione che fonda la propria identità sui valori del mondo rurale

29 maggio 2010 | T N

Pasquale Di Lena, invitato dal prof. Rossano Pazzagli dell’Università del Molise, ha raccontato il suo Molise agli studenti del corso “Storia del Turismo” della Facoltà di Economia di Termoli. Presentati i due ultimi libri: “Molise- il piacere di una scoperta” uscito la scorsa estate a Berlino, in occasione dei Campionati del mondo di Atletica Leggera; “La dove la terra dona” e “”2010- Andare per olio nel Molise”, usciti a marzo di quest’anno a Trieste a “Olio Capitale”, grazie alle due Province di Campobasso e Isernia.

Il Prof. Pazzagli, dopo la presentazione di un breve curriculum di Pasquale Di Lena e un riferimento alle sue recenti pubblicazioni riguardanti il Molise, ha rivolto l’invito al relatore, esperto di marketing, di raccontare il suo Molise a chi vuole, alla fine degli studi, sviluppare la propria professione nel campo della promozione e organizzazione del turismo.

Un invito a nozze, come si suol dire, per chi ha avuto modo di capire le straordinarie potenzialità di una terra, il Molise, vivendo per alcuni decenni in Toscana, la regione italiana più nota e più desiderata, soprattutto da un turista speciale, e, soprattutto, girando il mondo per promuovere i nostri grandi vini e oli e i territori che questi prodotti esprimono insieme a valori ambientali e paesaggistici, storici e culturali, ancora fortemente legati alle tradizioni.

Una importante esperienza che ha prodotto un lavoro di analisi che ha sempre avuto il Molise come un punto di riferimento con le sue numerose peculiarità. Straordinarie risorse che, se monitorate ed organizzate, ancora oggi- sperando che non venga ulteriormente intaccato il suo bene prezioso che è il territorio, così ricco di biodiversità e di ruralità, di ambienti unici - possono diventare stimoli per iniziative fortemente significative nel campo turistico e ragione di quel nuovo modello di sviluppo di cui ha bisogno il Molise.

Peculiarità che spiegano, insieme ai tesori che raccontano i piccoli borghi, gli antichi tratturi, i numerosi siti archeologici, i prodotti tipici e la ricchezza di una cucina, tutta la modernità e la centralità del Molise, la sua capacità di essere posto sul mercato per attirare l’attenzione di un turismo di elite e non di massa.

Ma perché ciò sia possibile non basta la cultura di pochi per far vivere la migliore delle ospitalità, ma quella di tutti – sta qui il ruolo delle amministrazioni locali nella sua azione di coinvolgimento e partecipazione, di informazione ed educazione – perché le risposte non siano improvvisate, ma puntuali e attente per soddisfare chi si invita a venire.

Sulla base di queste e altre premesse si è sviluppato un dibattito che ha visto molti degli studenti presenti porre domande puntuali al relatore, che ha saputo cogliere l’attenzione con la passione che sempre pone quando si tratta di raccontare il Molise e indicare le scelte che servono per assicurare un futuro ai giovani.

Ha voluto concludere con una sottolineatura, dicendo che “il turismo, insieme all’agricoltura ed ai suoi processi di trasformazione e commercializzazione ed alle attività legate alla zootecnia, può diventare il perno sul quale fare girare lo sviluppo di un Molise che, con la programmazione e la organizzazione di questa attività può riconquistare la sua identità espressa da 136 paesi e non da poche realtà; non deve avere la paura che può sparire, ma, anzi, la sicurezza di restare e diventare protagonista e, così, partecipare con le altre Regioni a fare uscire il Paese dalla pensante crisi che lo attanaglia e vivere un futuro migliore.

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