Turismo

Cresce ancora il numero degli eno-appassionati

Il turismo del vino muove ormai diversi milioni di persone che si attendono però maggiori servizi e informazioni. Necessaria un potenziamento della comunicazione sul web e un migliore utilizzo dei fondi a disposizione

09 maggio 2009 | T N

Dai 4 ai 6,5 milioni, crescono gli eno-appassionati in giro per l'Italia, pronti a partire alla volta delle 140 Strade del Vino e dei Sapori del Bel Paese, una rete capillare con 1.300 Comuni, quasi 400 denominazioni di vini, oltre 4.000 ristoranti, quasi 33.000 prodotti e più di 3.300 cantine, per un volume di affari pari a 2,5 miliardi.

Occorre però potenziare la presenza e la facilità di consultazione sul web degli itinerari già esistenti, cercando, allo stesso tempo, di incrementare la nascita di nuovi percorsi, grazie alle infinite possibilità che il mondo del wine&food offre in Italia; in secondo luogo, fare in modo che tutte le Strade siano regolamentate e normativamente riconosciute da parte delle Regioni italiane, anche e, soprattutto attraverso un utilizzo migliore dei fondi regionali a disposizione.

Per tracciare un cammino comune da seguire per il futuro, le Strade del Vino e dei Sapori di tutta Italia si sono date appuntamento a Castelnuovo Berardenga (Siena), protagoniste di un "Talk Show", in occasione della Convention di Primavera delle Città del Vino.

"Primo passo - sottolinea il Presidente delle Città del Vino Valentino Valentini - e' quello di fare più sistema, sviluppando strategie politiche e finanziarie per rafforzare i territori, asset importante e decisivo per la competizione internazionale. Segmentare proposte e tipologie di offerta è fondamentale per l'identita' e l'originalita' di ogni singola realtà, ma, allo stesso tempo, ciascun territorio deve essere facilmente individuabile e fruibile da parte dei suoi potenziali visitatori in un contesto di insieme, che permetta di dire addio alla casualità. Altro importante obbiettivo è quello di migliorare gli itinerari dal punto di vista qualitativo e quantitativo, anche e soprattutto attraverso il supporto delle istituzioni: le Regioni italiane che prevedono nel proprio Piano di Sviluppo Rurale finanziamenti che possono essere destinati alle Strade del Vino e dei Sapori sono il 31,6%, mentre nelle altre Regioni (68,4%) non vi sono misure specifiche destinate alle Strade, ma vi è la possibilita' di finanziamento in particolari assi e misure."

Dal punto di vista normativo, il livello di regolamentazione delle Strade del Vino esistenti in Italia è buono, con 16 Regioni su 21 (considerando che i dati della regione Trentino Alto-Adige sono delle due Province Autonome di Trento e Bolzano) che hanno disciplinato almeno una Strada con la Legge Regionale in attuazione alla Legge Nazionale 268/99 (76,2%), mentre 5 Regioni (23,8%) non lo hanno fatto. In particolare, Lombardia, Piemonte e Umbria sono le Regioni che per prime hanno disciplinato le Strade a partire dal 1999, seguite dalla maggior parte delle altre Regioni, con una concentrazione maggiore di riconoscimenti nei primi anni 2000.

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