Salute

Più pesticidi negli alimenti ma non è allarme

In crescita i ritrovamenti di residui di fitofarmaci soprattutto nei prodotti agricoli derivati, come miele, pane e vino. Sempre più sicura invece la frutta

19 giugno 2010 | T N

Aumentano lievemente i prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi (da 27,5 a 32,7%); salgono anche i campioni irregolari (da 1,2 a 1,5%). diminuiscono, di conseguenza, quelli senza tracce di molecole chimiche (da 71,3 a 65,8%) ma soprattutto, il numero dei campioni analizzati, che passano dagli 8764 dello scorso anno, agli attuali 8560 (-204).

E' quanto emerge dal rapporto di Legambiente ''Pesticidi nel piatto 2010”.

"Nonostante gli sforzi tesi a una riduzione dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura, anche quest’anno - spiega il presidente di Legambiente Longo - la quantità di residui di pesticidi rilevati nei campioni di ortofrutta e derivati risulta eccessivamente elevata".

Rispetto allo scorso anno, il rapporto di Legambiente, elaborato sulla base dei dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e Laboratori zooprofilattici, ha evidenziato una maggiore presenza di campioni multi residuo, ovvero di campioni che presentano contemporaneamente piuù e diversi residui chimici. dal rapporto emerge, inoltre, che tra le verdure il 76,4% dei campioni risulta senza residui (erano l’82,9% nel 2009); 45 sono i campioni fuori legge (1,3% contro lo 0,8% dello scorso anno), mentre il 22,3% risulta contaminato da uno (15,8%) o più residui (6,5%, erano il 3,5% nel 2009).

Diminuiscono i campioni di frutta irregolari per residui oltre i limiti consentiti o per molecole non autorizzate, passando dal 2,3% dello scorso anno all’1,2% dell’attuale, mentre aumentano quelli regolari ma contaminati da uno (22%) o pù residui (26,4%) che passano nel complesso dal 43,9 al 48,4%.

Tra i prodotti derivati (tra i quali miele, pane, vino ecc), il 77,7% risulta senza residui (erano l’80,5% nel 2009); il 10,3% è regolare con un residuo e il 9,3% contiene più di un residuo contemporaneamente. il 2,7% risulta invece addirittura irregolare (39 campioni su 1435) segnalando una novità rispetto agli anni precedenti, quando la percentuale era pari a zero.

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