Salute

Passi avanti per la diagnosi della patologia cardiovascolare ischemica

Importante studio del professor Massimo Cocchi a partire dagli acidi grassi delle piastrine. L’acido oleico rappresenta l’elemento di maggiore criticità e di possibile intervento per la correzione del fenomeno

28 marzo 2009 | T N

L’evidenza sperimentale ottenuta in questi ultimi anni dal Prof. Massimo Cocchi, (Professore di Biochimica della Nutrizione (Scottish Agricultural College) e della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna, ha confermato che è possibile, attraverso l’analisi degli acidi grassi delle piastrine, validare la diagnosi di Patologia Cardiovascolare Ischemica.

Attraverso uno studio su 110 individui di cui 50 patologici (ischemici) e 60 controlli (non ischemici) ha messo in evidenza una chiara suddivisione fra popolazione normale e patologica ottenuta dal confronto tra gli acidi grassi piastrinici, quindi nella identificazione di markers (acido oleico, acido linoleico e acido arachidonico), attraverso l’elaborazione di una rete neurale artificiale che consente di supporre che qualunque individuo presenti un profilo di acidi grassi piastrinici tale da collocarlo nell’area degli individui patologici, possa essere considerato ad alto rischio di patologia cardiovascolare ischemica anche se non rilevata alle classiche indagini funzionali e biochimico-cliniche di normale routine di valutazione.

L’acido oleico - è emerso - rappresenta l’elemento di maggiore criticità e di possibile intervento per la correzione del fenomeno.

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