Salute

OLIO DI OLIVA E MIELE. UN KIT IN OMAGGIO PER LE PUERPERE

Una lodevole iniziativa promossa da Cia Verona e Legacoop Veneto con i produttori del Pog di Caprino Veronese. L’extra vergine denocciolato e da agricoltura biologica per valorizzare un prodotto del territorio pensando alla buona salute dei bambini e a un sano marketing

20 marzo 2004 | Luigi Caricato

Lo scorso 16 marzo è stata presentata un’iniziativa pionieristica che evidenzia una scelta di marketing veramente efficace anche sul piano della comunicazione. La sala della Camera del Commercio di Verona era gremita di giornalisti martedì mattina. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente della Confederazione italiana agricoltori Giambattista Polo, che ha tessuto le fila dei molti relatori intervenuti. Dai padroni di casa Bortolazzi e Ghignato, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’ente camerale, a Miko Sella, vicepresidente di Cia Verona.
Tra le relazioni si segnalano quelle di Sergio Reolon, della Lega delle Cooperative; del pediatra Alberto Dal Moro, della Casa di cura di Peschiera; di Pietro Tonutti, dell’Università di Padova; di Massimo Ferrasin, della Cooperativa “L’Officina dei sensi”; di Giovanni Fontana, presidente Unioil; del rappresentante di Unipol, tra gli sponsor dell’iniziativa; e del presidente Pog, Produttori olio extra vergine del Garda, Giovanni Gelmetti.
Qui di seguito riportiamo invece, per i lettori di “Teatro Naturale”, il testo della relazione di Luigi Caricato. Buona lettura


Un kit omaggio
Apprendo con piacere che il kit comprendente una bottiglia di olio extra vergine di oliva e un vasetto di miele sarà distribuito in omaggio a tutte le puerpere in degenza presso gli ospedali di Negrar e Peschiera del Garda. Confezionato in modo da apparire perfino elegante, come si addice d’altra parte ai grandi doni, la scatola contiene pure due cucchiai, per facilitarne l’impiego, ma soprattutto un pieghevole che illustra e motiva la preziosità del regalo, ed uno che invece funge da breve manualetto dell’assaggio.

Almeno sette ragioni per elogiare l’iniziativa
Ho ben riflettuto prima di giungere a Verona questa mattina; e credo che sia giusto elogiare la brillante iniziativa. Degna di lode per una molteplice serie di ragioni. Ne elenco almeno sette.
La prima ragione. Viene riconosciuta con tale operazione un’alta valenza nutrizionale e salutistica di un prodotto, quale appunto l’extra vergine, che ne merita ampiamente il titolo.
La seconda ragione. Si riconosce l’extra vergine quale elemento distintivo e qualificante del forte e radicato legame esistente tra prodotto e territorio.
La terza ragione Si punta a valorizzare l’extra vergine proponendolo a un’utenza potenzialmente qualificata e recettiva, ovvero quella femminile (più sensibile a certi elementi distintivi propri dell’extra vergine); ma l’iniziativa del kit si rivolge in particolar modo a una presenza femminile che ricopre il ruolo di madre.
La quarta ragione. Si opta per un prodotto proveniente oltretutto da coltivazioni in regime di agricoltura biologica.
La quinta ragione. Tale iniziativa diventa una scelta di marketing strategica e quanto mai efficace.
La sesta ragione. Si punta inoltre alla diversificazione attraverso la scelta di un particolare sistema di estrazione, che prevede di ricavare l’olio estraendolo da olive snocciolate; un modo di operare, questo, assai corretto per caratterizzare un prodotto come l’extra vergine nelle sue identità di riferimento.
La settima ragione. L’iniziativa è infine lodevole perché promossa peraltro dal mondo dell’associazionismo. Onore al merito.

Cosa significa tutto ciò?
Intanto che le attenzioni verso la valenza nutrizionale e salutistica degli oli di oliva non sono mai fuori luogo. Anzi, in verità va pure precisato che sono soprattutto le aziende che propongono sul mercato gli altri oli vegetali a voler puntare in maniera esagerata su tali fattori trainanti, senza nemmeno risultare poi veritiere. Fa infatti sorridere la disinformazione volutamente attuata, soprattutto a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, a favore di una sedicente salubrità degli oli di semi. In realtà, tale disinformazione più che sorridere fa raggelare. In migliaia hanno creduto infatti a molte fandonie messe in giro ad arte, servendosi di alcuni ricercatori compiacenti che ne evidenziavano aspetti salutistici che erano veri solo in parte.
Ancora oggi c’è chi propaganda per esempio l’olio di riso quale “olio della salute” inventando frottole che ingigantiscono solo una verità parziale, e molto relativa. Lo stesso vale per una nota marca di oli di semi di mais, che invece ha saputo contrabbandare una qualità distintiva che non esiste, guadagnando in compenso un prezzo sul mercato a livelli stratosferici. E qui il consumatore crede di trovarsi di fronte a un prodotto di qualità, quando invece un qualsiasi olio di semi di mais vale, sul piano nutrizionale e sotto il profilo compositivo, quanto quello costosissimo che invece non ha nulla di diverso se non appunto il marchio di successo e nulla più.

Una rivalutazione necessaria, anzi doverosa
Allora diventa molto importante puntare su iniziative come quella sostenuta dalla Cia di Verona e dalla Cooperativa Pog. Importante e lodevole, perché punta caparbiamente su qualcosa che appare a prima vista scontato – ovvero che l’olio extra vergine di oliva sia da considerarsi superiore ad ogni altro grasso alimentare – ma che al contrario di quanto comunemente si pensi sono ancora in pochi ad averne piena consapevolezza.

Alcune precisazioni
L’olio extra vergine è l’alimento ideale per una corretta e sana alimentazione. Si inizia da qualche tempo a questa parte a parlare di “alimento funzionale”, in quanto ricco di un notevole patrimonio di nutrienti e di antiossidanti. Ed è, per l’esattezza, l’espressione piena e autentica di una naturalità alla massima espressione. L’extra vergine è infatti un olio da frutto: una spremuta, a tutti gli effetti.
Il fatto che l’olio presente nel kit sia proveniente da coltivazioni biologiche è un punto di merito ulteriore.
Il fatto che sia estratto da paste denocciolate, significa che la degradazione dei trigliceridi si riduce sensibilmente, e che, nello stesso tempo, il contenuto in componenti minori si accresca sempre più.

La pediatria. Una forma di medicina preventiva
Tralascio alcuni aspetti salutistici, già noti e comunque indicati nelle linee di fondo dai relatori che mi hanno preceduto. Mi soffermo tuttavia su un importante principio: concepire la pediatria quale forma di “medicina preventiva”. Sì, perché è proprio lavorando sui neonati e sui fanciulli che si può edificare un buono stato di salute futuro, con notevoli risparmi per lo stesso Stato sociale nel fronteggiare le molte patologie derivanti da una cattiva alimentazione.
I cosiddetti “presidi preventivi” hanno oltretutto un costo limitato, ma sono purtroppo ancora trascurati. Manca un approccio rivolto al futuro, purtroppo. Chissà quando si assumerà tale consapevolezza. Intanto si può concludere che l’iniziativa è certamente lodevole. Una goccia nell’oceano, certo; ma si tratta pur sempre di una goccia significativa, proprio perché emblematica e come tale degna di essere imitata in altri contesti operativi. I miei più vivi complimenti, dunque, verso chi ha avuto l’idea di realizzare un simile kit-omaggio destinato alle puerpere; ma un encomio va anche rivolto a chi si è assunto l’onere di promuovere l’iniziativa.
Si tratta di un’operazione di marketing, certo; ma di un marketing intelligente e propositivo, capace di guardare lontano.

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