Salute

Zuccheri e antibiotici, il microbiota intestinale potrebbe subire un danno maggiore

Zuccheri e antibiotici, il microbiota intestinale potrebbe subire un danno maggiore

Una nuova ricerca suggerisce che un elevato consumo di zuccheri durante la terapia antibiotica possa amplificare la perdita di diversità del microbiota intestinale e favorire la proliferazione di batteri opportunisti come Enterococcus faecium

27 ottobre 2026 | 14:00 | T N

Per ogni 100 grammi aggiuntivi di zuccheri consumati nelle 48 ore precedenti la terapia, i ricercatori hanno osservato un'ulteriore riduzione del 21% dell'alpha-diversità del microbiota. Nei modelli murini, la combinazione tra antibiotico e saccarosio ha invece determinato un aumento della popolazione intestinale di Enterococcus di 16,3 volte al terzo giorno e di 33,4 volte al sesto.

Il possibile meccanismo è quello di un vantaggio metabolico per i batteri capaci di sfruttare gli zuccheri disponibili dopo che l'antibiotico ha eliminato una parte della comunità microbica concorrente. Gli stessi autori sottolineano però che non è ancora chiarito se gli zuccheri agiscano direttamente su Enterococcus, indeboliscano i batteri competitori oppure intervengano attraverso altri meccanismi.

Il dato è particolarmente rilevante nei pazienti ematologici sottoposti a chemioterapia e trapianto di cellule staminali, nei quali l'integrità del microbiota è associata anche al rischio di infezioni e agli esiti clinici. La ricerca non dimostra ancora che ridurre gli zuccheri durante una terapia antibiotica migliori gli esiti clinici: per verificarlo saranno necessari studi clinici controllati.

La prospettiva, tuttavia, è interessante: la dieta potrebbe rappresentare uno dei fattori modificabili attraverso cui limitare il cosiddetto collateral damage degli antibiotici sul microbioma.

La dieta perfetta durante una cura antibiotica

Le evidenze disponibili suggeriscono di privilegiare una dieta varia, ricca di fibre e povera di zuccheri semplici e alimenti ultraprocessati.

L'obiettivo non è soltanto nutrire l'organismo, ma preservare, per quanto possibile, la diversità del microbiota intestinale. Verdura, frutta intera, legumi, cereali integrali, frutta secca e semi forniscono fibre e substrati fermentabili utilizzati dai batteri intestinali; yogurt e altri alimenti fermentati possono contribuire alla diversità microbica, anche se il loro effetto dipende dal prodotto e dalla situazione individuale. Durante la terapia è quindi ragionevole limitare soprattutto bevande zuccherate, dolci, prodotti da forno ricchi di zuccheri e altri alimenti ad alta densità di zuccheri semplici.

Non è però necessario eliminare indiscriminatamente tutti i carboidrati: pane, pasta, riso, patate e cereali possono tranquillamente rientrare in un'alimentazione equilibrata, modulando quantità e tipologia in funzione delle esigenze individuali. Va inoltre considerato che alcuni antibiotici hanno specifiche interazioni con alimenti, integratori o latticini: per questo le indicazioni riportate nel foglietto illustrativo e quelle del medico o del farmacista hanno sempre la precedenza.

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