Salute

Colazione, attività fisica e sonno: così le abitudini quotidiane aiutano a gestire lo stress

Colazione, attività fisica e sonno: così le abitudini quotidiane aiutano a gestire lo stress

Fare colazione regolarmente, dormire a sufficienza e dedicare almeno 20 minuti all’attività fisica sono comportamenti associati a una maggiore flessibilità psicologica e a una migliore capacità di affrontare le situazioni stressanti

20 ottobre 2026 | 14:00 | T N

Le abitudini quotidiane possono avere un ruolo importante nella capacità di affrontare lo stress e adattarsi agli imprevisti. Fare colazione, praticare attività fisica con regolarità e dormire abbastanza sono infatti comportamenti associati a una maggiore resilienza psicologica, secondo una ricerca condotta dalla Binghamton University, negli Stati Uniti.

Lo studio, coordinato da Lina Begdache, docente di studi sulla salute e il benessere, con la collaborazione di Jason Cherry e dell'ex studente Alexander J. Talkachov, ha analizzato le risposte anonime di circa 400 universitari, raccogliendo informazioni su alimentazione, sonno, esercizio fisico e altri fattori legati allo stile di vita.

La flessibilità psicologica aiuta a gestire le difficoltà

I ricercatori hanno esaminato il ruolo della flessibilità psicologica, ovvero la capacità di adattare pensieri, emozioni e comportamenti al mutare delle circostanze. Questa abilità permette di riconoscere le proprie reazioni emotive senza lasciarsene sopraffare, valutando le alternative disponibili e individuando risposte più efficaci.

Chi possiede una maggiore flessibilità psicologica, per esempio, può affrontare un imprevisto senza farsi dominare dalla frustrazione, riuscendo a riorganizzarsi e a gestire meglio la situazione. Non significa necessariamente provare meno stress, ma riuscire a reagire in modo più funzionale.

Colazione, sonno ed esercizio fisico

Dall'analisi sono emerse diverse associazioni tra le abitudini quotidiane e la capacità di affrontare le difficoltà. Gli studenti che consumavano regolarmente la colazione, almeno cinque volte alla settimana, mostravano livelli più elevati di resilienza. La flessibilità psicologica contribuiva a spiegare questa relazione.

Anche il riposo notturno risultava importante: chi dormiva meno di sei ore tendeva a riportare livelli inferiori sia di resilienza sia di flessibilità psicologica.

L'attività fisica mostrava un'associazione positiva con la capacità di adattamento mentale. In particolare, sessioni di esercizio della durata di almeno 20 minuti erano correlate a una maggiore flessibilità psicologica e a una migliore gestione dello stress.

I ricercatori hanno inoltre osservato un'associazione tra l'assunzione di olio di pesce più volte alla settimana e una maggiore flessibilità psicologica. Al contrario, il consumo frequente di fast food e la carenza di sonno erano associati a una maggiore rigidità psicologica, cioè a una minore capacità di modificare pensieri e comportamenti in risposta alle circostanze.

Il ruolo dell'alimentazione nella resilienza

I risultati si inseriscono nel filone di ricerca già sviluppato da Begdache sul rapporto tra alimentazione e benessere mentale. Studi precedenti della ricercatrice avevano evidenziato un'associazione tra diete più nutrienti e maggiore resilienza, mentre abitudini alimentari meno salutari risultavano correlate a una minore capacità di affrontare le difficoltà.

La nuova ricerca propone una possibile spiegazione: alimentazione e stile di vita potrebbero sostenere la flessibilità psicologica, che a sua volta favorirebbe la resilienza. La capacità di riconoscere le emozioni e prendere le distanze dalle situazioni stressanti potrebbe così aiutare a individuare strategie più efficaci per affrontare i problemi.

È tuttavia importante sottolineare che lo studio si basa su questionari e rileva associazioni statistiche, senza dimostrare un rapporto diretto di causa ed effetto. Non è quindi possibile concludere che fare colazione, dormire di più o praticare attività fisica produca necessariamente un aumento della resilienza.

La ricerca, intitolata Dietary and lifestyle factors and resilience: the role of psychological flexibility as a mediator, è stata pubblicata sul Journal of American College Health e suggerisce che la gestione dello stress possa essere sostenuta anche attraverso un insieme di abitudini quotidiane più salutari.

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