Salute

Un bicchiere di succo di frutta al giorno può aiutare anche l’umore

Un bicchiere di succo di frutta al giorno può aiutare anche l’umore

Uno studio della Newcastle University suggerisce un possibile effetto positivo sul benessere mentale quando succo di frutta 100% o smoothie vengono inseriti in un'alimentazione che punta alle cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura

24 agosto 2026 | 14:00 | T N

Bere ogni giorno un bicchiere di succo di frutta 100% o uno smoothie potrebbe aiutare non soltanto a raggiungere più facilmente l'obiettivo delle cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura, ma anche a migliorare alcuni indicatori dell'umore. È quanto emerge da uno studio condotto dalla Newcastle University, nel Regno Unito, e pubblicato sul British Journal of Nutrition.

La ricerca ha coinvolto 42 adulti che, all'inizio dello studio, consumavano non più di due porzioni di frutta e verdura al giorno. I partecipanti sono stati suddivisi casualmente in tre gruppi. Il primo ha continuato a seguire la propria alimentazione abituale, mentre gli altri due hanno ricevuto indicazioni e sostegno per arrivare alle cinque porzioni giornaliere. In uno dei due gruppi è stato inoltre previsto il consumo quotidiano di un bicchiere di succo di frutta 100% oppure di uno smoothie.

Dopo quattro settimane, entrambi i gruppi che avevano ricevuto indicazioni nutrizionali avevano aumentato il consumo di frutta e verdura. Nel gruppo che aveva aggiunto anche succo o smoothie, tuttavia, i ricercatori hanno osservato una riduzione dei punteggi relativi ai sintomi depressivi.

La differenza rispetto al gruppo di controllo è stata di 2,52 punti su una scala di 27 ed è stata considerata statisticamente significativa. Il punteggio medio aggiustato relativo ai sintomi depressivi è risultato pari a 5,45 nel gruppo di controllo e a 2,93 tra coloro che consumavano quotidianamente succo o smoothie.

Il dato è interessante, ma deve essere interpretato con cautela. Lo studio ha coinvolto soltanto 42 persone ed è durato appena quattro settimane. Non dimostra quindi che il succo di frutta possa curare la depressione né che il suo consumo determini necessariamente un miglioramento dell'umore nella popolazione generale. Saranno necessari studi più ampi e di maggiore durata per verificare l'ipotesi.

Un altro risultato riguarda le fibre alimentari. Contrariamente al timore che l'introduzione del succo potesse sostituire la frutta e la verdura intere, i partecipanti dei gruppi sottoposti all'intervento avrebbero aumentato il consumo quotidiano di fibre di circa 8-10 grammi. Il succo, quindi, non sembra aver impedito di inserire nella dieta anche altri alimenti vegetali.

Per i consumatori il messaggio più utile è proprio questo: il succo può essere un complemento, non un sostituto sistematico della frutta intera. La frutta fresca mantiene infatti una maggiore quantità di fibra e richiede generalmente più tempo per essere consumata, favorendo anche una maggiore sazietà.

Quando si acquista un succo, è inoltre importante leggere attentamente l'etichetta. La scelta dovrebbe orientarsi verso prodotti costituiti da 100% frutta, evitando di confondere il succo con bevande alla frutta, nettari o bibite zuccherate, che possono avere composizioni nutrizionali molto diverse.

Anche la quantità conta. Un bicchiere di succo può essere un modo pratico per aumentare il consumo di frutta, ma non dovrebbe diventare un pretesto per berne grandi quantità durante la giornata. Il fatto che gli zuccheri siano naturalmente presenti nella frutta non significa infatti che il loro apporto sia irrilevante quando il prodotto viene consumato sotto forma liquida.

Per lo stesso motivo, lo smoothie va valutato in funzione degli ingredienti utilizzati. Una preparazione a base di frutta intera, eventualmente insieme a verdura e senza zuccheri aggiunti, è molto diversa da una bevanda industriale alla quale siano stati aggiunti zuccheri, sciroppi o altri ingredienti.

La ricerca offre anche uno spunto economico. Nel Regno Unito soltanto il 17% circa degli adulti e un adolescente su dieci raggiungono le cinque porzioni quotidiane raccomandate. Il costo della frutta e della verdura fresche può rappresentare una barriera per alcune famiglie. Un prodotto a base di frutta, scelto con attenzione e consumato nelle giuste quantità, può quindi rappresentare una soluzione pratica per aumentare la presenza di vegetali nella dieta.

Il consiglio, però, rimane quello di non cercare scorciatoie nutrizionali. Per raggiungere le cinque porzioni è preferibile puntare sulla varietà, alternando frutta e verdura fresche, surgelate o conservate senza eccessi di zuccheri, sale o altri ingredienti aggiunti. Il succo 100% può inserirsi in questo schema come una delle possibilità, soprattutto per chi fatica a consumare quantità sufficienti di frutta.

Quanto all'umore, il risultato della Newcastle University è una prospettiva interessante, ma ancora preliminare. Una dieta complessivamente ricca di alimenti vegetali può contribuire alla salute generale e, potenzialmente, anche al benessere psicologico. Non bisogna però attribuire a un singolo alimento effetti terapeutici: in presenza di sintomi depressivi persistenti è necessario rivolgersi a un professionista sanitario.

Per il consumatore, dunque, la regola più semplice è anche quella più solida: più frutta e verdura, maggiore varietà, pochi prodotti zuccherati e succo 100% eventualmente come complemento, senza sostituire sistematicamente la frutta intera. Il possibile effetto positivo sull'umore è una promettente ipotesi scientifica, non ancora una certezza.

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