Salute
Arginina, un alleato del sistema immunitario: potrebbe migliorare la risposta contro tumori e virus
Una ricerca pubblicata su Cell rivela che la carenza di arginina riduce la capacità del sistema immunitario di riconoscere cellule tumorali e virus. Nei modelli animali, una dieta ricca di questo amminoacido ha limitato lo sviluppo del tumore del colon e attenuato gli effetti di influenza e Covid-19
12 agosto 2026 | 14:00 | T N
L'arginina, un amminoacido naturalmente prodotto dall'organismo e presente in numerosi alimenti ricchi di proteine, potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nel rafforzare le difese immunitarie contro il cancro e le infezioni virali. È quanto emerge da uno studio della Rockefeller University, pubblicato sulla rivista Cell, che identifica un nuovo meccanismo attraverso il quale questo nutriente influenza la capacità del sistema immunitario di individuare cellule malate o infettate.
Gli autori della ricerca hanno scoperto che bassi livelli di arginina compromettono la produzione del complesso maggiore di istocompatibilità di classe I (MHC-I), una proteina essenziale per segnalare ai linfociti T la presenza di cellule tumorali o infettate da virus. In assenza di quantità sufficienti di arginina, questo sistema di sorveglianza immunitaria diventa meno efficiente, favorendo la capacità delle cellule anomale di sfuggire alle difese dell'organismo.
Il ruolo dell'arginina nella risposta immunitaria
L'arginina è uno degli amminoacidi necessari alla sintesi delle proteine ed è coinvolta in numerosi processi metabolici. I ricercatori hanno osservato che, durante la produzione della proteina MHC-I, la carenza di arginina blocca l'attività dei ribosomi, impedendo il completamento della molecola. Di conseguenza, le cellule espongono un numero inferiore di segnali riconoscibili dal sistema immunitario, riducendo l'efficacia della risposta contro tumori e virus.
Secondo gli studiosi, un'integrazione moderata di arginina, paragonabile alla quantità contenuta in un paio di comuni compresse in commercio, è stata sufficiente nei modelli sperimentali a ripristinare l'attività dei geni coinvolti nella produzione dell'MHC-I.
Tumore del colon, influenza e Covid-19
La ricerca ha preso in esame diversi modelli di malattia, tra cui tumore del colon, influenza e SARS-CoV-2. In tutte queste condizioni è stato riscontrato un marcato impoverimento dei livelli di arginina.
Nei topi alimentati con una dieta povera di questo amminoacido è stato osservato un aumento dell'incidenza dei tumori del colon. Al contrario, gli animali che ricevevano una dieta più ricca di arginina hanno sviluppato un numero inferiore di lesioni tumorali.
Risultati analoghi sono emersi anche negli studi sulle infezioni virali. Gli animali alimentati con maggiori quantità di arginina hanno manifestato sintomi meno gravi sia in caso di influenza sia di infezione da SARS-CoV-2. Inoltre, la somministrazione dell'amminoacido dopo l'infezione influenzale ha migliorato il decorso della malattia, suggerendo un possibile effetto terapeutico oltre che preventivo.
Un possibile supporto alle immunoterapie
I ricercatori ritengono che questi risultati possano aprire nuove prospettive nell'ambito dell'immunoterapia oncologica e della prevenzione delle infezioni respiratorie. L'arginina, infatti, è una sostanza poco costosa, facilmente reperibile e già disponibile come integratore alimentare.
Secondo gli autori, sarà ora necessario verificare attraverso studi clinici se l'integrazione possa migliorare l'efficacia delle immunoterapie nei pazienti oncologici oppure rafforzare la risposta immunitaria nelle persone maggiormente esposte alle infezioni virali.
Alimentazione e invecchiamento
Lo studio suggerisce anche una possibile spiegazione del legame tra invecchiamento, malnutrizione e maggiore suscettibilità a tumori e malattie infettive. I livelli di arginina tendono infatti a diminuire con l'età e questo potrebbe contribuire alla progressiva riduzione dell'efficienza del sistema immunitario.
Gli autori sottolineano tuttavia che, nonostante i risultati siano promettenti, le evidenze disponibili derivano principalmente da studi di laboratorio e da modelli animali. Prima di raccomandare l'impiego dell'arginina come strategia terapeutica o preventiva saranno quindi indispensabili sperimentazioni cliniche sull'uomo.
Nel frattempo, mantenere una dieta equilibrata e ricca di fonti proteiche di qualità, come legumi, pesce, carne magra, latticini e frutta secca, rimane il modo più sicuro per garantire un adeguato apporto di arginina e sostenere il corretto funzionamento del sistema immunitario.
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