Salute
Uso e abuso di alcol in Italia
Nel nostro Paese il consumo è tradizionalmente moderato ma vi sono alcuni comportamenti a rischio che stanno diffondendosi con conseguenti elevati costi sociali e sanitari
26 aprile 2008 | Graziano Alderighi
In Italia il modello di consumo di alcol è per tradizione âmoderatoâ. Si tratta, in particolare, di vino assunto prevalentemente durante i pasti.
La diffusione del consumo di alcol è sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni, con un lieve aumento nel 2001, ed incrementi significativi tra i giovani, in particolare tra le donne.
Rispetto agli altri Paesi europei, comunque, lâItalia presenta un quadro meno allarmante, in quanto si colloca agli ultimi posti per il consumo di alcol negli ultimi 12 mesi.
Oltre la metà delle persone di 11 anni e più consumano vino (54,4%), il 44,9% consuma birra. Più contenuta la quota di coloro che consumano altri tipi di alcolici (39,3%).
Tra i ragazzi di 11-17 anni la bevanda più diffusa è la birra (18,6%), seguita dagli aperitivi alcolici (15,2%) e dal vino (11,7%), mentre il consumo di amari e superalcolici riguarda quote minori (rispettivamente 6,2% e 7,7%). Tra i giovani di 18-24 anni il consumo di altri tipi di alcolici, considerati complessivamente, diventa prevalente (54,6%) e supera quello di birra (53,4%).
In particolare, il 48,4% dei giovani di 18-24 anni consuma aperitivi alcolici, il 34,4% superalcolici e il 30,5% amari, mentre il consumo di vino riguarda il 40,1%.
Nel 2007, in Italia il 68,2% delle persone di 11 anni e più, quasi 36 milioni, ha dichiarato di aver consumato almeno una volta negli ultimi 12 mesi una o più bevande alcoliche1. Molto elevate sono le differenze di genere considerando che consuma alcol lâ81% degli uomini di 11 anni e più, contro il 56,3% delle donne.
Allâaumentare del titolo di studio aumenta la tendenza a consumare alcol. Ciò avviene soprattutto per le donne: tra le meno istruite il 43% consuma alcol, mentre per le laureate la quota raggiunge il 73,7%. Tali differenze emergono anche a parità di età , ma sono più evidenti tra le donne di 25-44 anni (dal 47,1% al 72,7%). Inoltre, le distanze nel consumo di alcol tra uomini e donne diminuiscono allâaumentare del titolo di studio.
Il consumo di alcol è più diffuso nelle regioni del Nord-est (73%) e in particolare in Veneto (74,9%) e Trentino-Alto Adige (72,2%). Per gli uomini, oltre al Veneto (84,8%), ai primi posti troviamo le regioni del Nord-ovest (82,4%), mentre per le donne ai primi posti troviamo tutte regioni del Nord est (63,7%).
A rischio giovaniâ¦
Preoccupa la diffusione in Italia del consumo di alcolici tra i ragazzi di 11-15 anni, con il 19,9% che dichiara di aver consumato una o più bevande alcoliche almeno una volta nellâanno.
Negli ultimi anni si stanno diffondendo modelli di consumo di alcol tipici dei Paesi del Nord Europa, in particolare tra i giovani. Crescono infatti, tra i giovani, il consumo di alcol fuori pasto e gli episodi di ubriacature.
Con lâespressione ubriacatura si fa riferimento allâabitudine di consumare eccessive quantità (convenzionalmente 6 o più bicchieri di bevande alcoliche) in una sola occasione, come ad esempio durante una stessa serata o una festa. Questo comportamento è presente prevalentemente nei Paesi del Nord Europa, ma si sta radicando tra i giovani anche nei paesi dellâEuropa mediterranea e in Italia.
Nel 2007 lâ8% della popolazione di 11 anni e più ha dichiarato di aver consumato alcol in eccesso in una sola occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi.
Si tratta di un modello di consumo che caratterizza prevalentemente i giovani: lâandamento per età è, infatti, molto asimmetrico con un picco nelle fasce 20-24 anni (17,2%) e 25-29 anni (15,5%). Le differenze di genere sono rilevanti, con una netta prevalenza maschile (13,1% dei maschi e 3,1% delle femmine) per tutte le fasce dâetÃ
e anziani
Anche gli anziani, oltre ai giovani sono un segmento di popolazione sensibilmente esposto a comportamenti a rischio, anche se per motivi differenti. La soglia di età dei 65 anni è quella a partire dalla quale anche lâassunzione di più di una sola unità alcolica al giorno diviene un comportamento non salutare.
Differentemente che tra i giovani, negli anziani è legato principalmente alla quantità di alcol consumata giornalmente. In particolare, tra gli uomini ultrasessantacinquenni uno su due ha un comportamento a rischio, rispetto al 12% delle donne di questa fascia di età . Ciò è dovuto quasi interamente al consumo giornaliero non moderato (prevalentemente di vino consumato durante i pasti), che risulta del 47,1% (rispetto allâ11,3% delle donne).
Fonte: Istat
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