Salute

Un cervello in forma grazie ad alti livelli di vitamina C

Un cervello in forma grazie ad alti livelli di vitamina C

Un'ampia ricerca condotta su oltre 2.000 persone con più di 64 anni suggerisce un legame tra la concentrazione di vitamina C nel sangue e l'integrità di alcune aree e reti del cervello coinvolte nella memoria e nell'attenzione

03 luglio 2026 | 11:00 | T N

Una dieta ricca di vitamina C potrebbe contribuire a preservare la salute del cervello con l'avanzare dell'età. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori della Hirosaki University, in Giappone, e pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One.

Gli studiosi hanno analizzato 2.044 adulti giapponesi di età superiore ai 64 anni, misurando i livelli di vitamina C nel plasma sanguigno e confrontandoli con i risultati delle risonanze magnetiche cerebrali. L'obiettivo era verificare se la quantità di vitamina C presente nel sangue fosse associata a differenze nella struttura e nel funzionamento del cervello.

Cosa hanno scoperto i ricercatori

Dall'analisi è emerso che i partecipanti con livelli più bassi di vitamina C presentavano, in media, un volume inferiore della materia grigia, cioè la parte del cervello che contiene i neuroni ed è fondamentale per memoria, linguaggio, ragionamento e apprendimento.

Inoltre, queste persone mostravano una connettività più debole della cosiddetta Default Mode Network (DMN), una rete di aree cerebrali che svolge un ruolo importante nella memoria autobiografica, nell'attenzione e in numerose funzioni cognitive.

I risultati sono rimasti significativi anche dopo aver corretto l'analisi per fattori come età, livello di istruzione e attività fisica.

Lo studio non dimostra che la vitamina C protegga il cervello

Gli stessi autori sottolineano che si tratta di uno studio osservazionale. Ciò significa che la ricerca evidenzia un'associazione tra due fattori, ma non può dimostrare che sia la vitamina C a determinare direttamente una migliore salute cerebrale.

È infatti possibile che le persone con livelli più elevati di vitamina C seguano anche uno stile di vita complessivamente più sano, con un'alimentazione più equilibrata, maggiore attività fisica o altri comportamenti favorevoli alla salute del cervello.

Per confermare un eventuale effetto protettivo saranno necessari studi clinici e ricerche che seguano i partecipanti nel corso degli anni.

Perché la vitamina C è importante

La vitamina C è un nutriente essenziale con una potente azione antiossidante. Contribuisce a proteggere le cellule dallo stress ossidativo, favorisce la formazione del collagene, sostiene il sistema immunitario e partecipa a numerosi processi metabolici.

Negli ultimi anni diverse ricerche hanno suggerito che un'alimentazione ricca di frutta e verdura, principali fonti di vitamina C, possa essere associata a un minor rischio di declino cognitivo. Il nuovo studio aggiunge un ulteriore tassello mostrando una possibile relazione anche con la struttura del cervello.

Quali alimenti scegliere per fare il pieno di vitamina C

Per raggiungere il fabbisogno quotidiano non è generalmente necessario ricorrere agli integratori: nella maggior parte dei casi è sufficiente seguire una dieta varia e ricca di alimenti freschi.

Tra le migliori fonti naturali di vitamina C troviamo:

  • agrumi come arance, mandarini, limoni e pompelmi;
  • kiwi, tra i frutti più ricchi di vitamina C;
  • fragole;
  • peperoni, soprattutto quelli rossi;
  • broccoli e cavolfiori;
  • cavoli e cavolini di Bruxelles;
  • pomodori;
  • spinaci e altre verdure a foglia verde;
  • papaia, mango e ananas.

Poiché la vitamina C è sensibile al calore e si degrada facilmente durante la cottura, è consigliabile consumare questi alimenti crudi quando possibile oppure cuocerli per tempi brevi, preferibilmente al vapore.

Integratori: servono davvero?

Per la popolazione generale, una dieta equilibrata è normalmente sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano di vitamina C. Gli integratori possono essere utili solo in presenza di carenze documentate o di specifiche indicazioni mediche.

Assumere dosi elevate senza necessità non offre benefici dimostrati per la prevenzione del declino cognitivo e, in alcuni casi, può provocare disturbi gastrointestinali o aumentare il rischio di calcoli renali nei soggetti predisposti.

Il messaggio per i consumatori

Lo studio giapponese non autorizza a considerare la vitamina C una "cura" contro l'invecchiamento del cervello, ma rafforza un concetto ormai condiviso dalla comunità scientifica: la salute cerebrale dipende anche dalle abitudini quotidiane.

Seguire un'alimentazione ricca di frutta e verdura, praticare regolarmente attività fisica, dormire a sufficienza, controllare pressione arteriosa, glicemia e colesterolo e mantenere una vita socialmente e mentalmente attiva rappresentano, nel loro insieme, le strategie più efficaci oggi conosciute per favorire un invecchiamento sano del cervello.

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