Salute
Vitamina D, il sole estivo potrebbe non bastare: a rischio anziani e persone con pelle più scura
Una nuova ricerca mette in discussione l’idea che l’esposizione al sole durante l’estate sia sufficiente per ripristinare livelli adeguati di vitamina D. Molti soggetti appartenenti ai gruppi più vulnerabili potrebbero essere carenti durante tutto l’anno
29 giugno 2026 | 12:00 | T N
Trascorrere più tempo all’aria aperta nei mesi estivi potrebbe non essere sufficiente per garantire livelli adeguati di vitamina D. È quanto emerge da un nuovo studio che ha analizzato la situazione di quasi 300 persone residenti nel Nord della Gran Bretagna, evidenziando come anziani e persone appartenenti a minoranze etniche siano particolarmente esposti al rischio di carenza.
La vitamina D svolge un ruolo fondamentale per la salute delle ossa e del sistema immunitario. Livelli insufficienti sono associati a un aumento del rischio di osteoporosi, rachitismo e altre problematiche di salute.
Carenza diffusa anche in estate
I ricercatori hanno esaminato i livelli di vitamina D in adulti di età pari o superiore a 65 anni e in persone di diverse etnie considerate a maggior rischio di deficit. I risultati hanno mostrato che oltre la metà degli anziani presentava livelli insufficienti di vitamina D, mentre la percentuale risultava ancora più elevata tra i partecipanti provenienti da gruppi etnici minoritari.
L’aspetto più sorprendente riguarda il fatto che i livelli della vitamina non sono aumentati in modo significativo durante l’estate, periodo in cui normalmente si presume che l’esposizione alla luce solare favorisca il recupero delle riserve dell’organismo.
Perché il sole potrebbe non essere sufficiente
Secondo gli esperti, diversi fattori possono limitare la produzione di vitamina D attraverso la pelle. Con l’avanzare dell’età, infatti, l’organismo diventa meno efficiente nel sintetizzarla. Anche una maggiore pigmentazione cutanea può ridurre la quantità di vitamina D prodotta a parità di esposizione ai raggi solari.
A ciò si aggiungono altri elementi come il tempo trascorso prevalentemente al chiuso, l’uso di indumenti coprenti e le condizioni climatiche delle regioni più settentrionali, dove l’intensità della radiazione ultravioletta è inferiore per buona parte dell’anno.
L’importanza della prevenzione
Gli autori dello studio ritengono che sia necessario rafforzare le strategie di prevenzione rivolte ai gruppi più vulnerabili. Tra le possibili misure figurano una maggiore informazione sui rischi della carenza, controlli mirati nell’ambito dell’assistenza sanitaria e, quando indicato dal medico, l’utilizzo di integratori di vitamina D.
Gli studiosi sottolineano che le persone a maggior rischio non dovrebbero dare per scontato che il sole estivo sia sufficiente a correggere eventuali carenze. La valutazione dei livelli di vitamina D e l’adozione di eventuali misure preventive dovrebbero essere affrontate insieme ai professionisti della salute.
La ricerca apre inoltre la strada a nuovi studi finalizzati a individuare strategie personalizzate e culturalmente appropriate per migliorare lo stato vitaminico delle diverse popolazioni.
Credit foto: Marco Verch
Potrebbero interessarti
Salute
Dieta chetogenica, effetti opposti nell’intestino: più tumori nel tenue, meno nel colon
Una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati può favorire la formazione di tumori nell’intestino tenue, mentre nel colon esercita un effetto protettivo. Il meccanismo sembra dipendere dal metabolismo degli acidi grassi
10 ottobre 2026 | 12:00
Salute
Olio d'oliva come carrier probiotico: il lievito Saccharomyces boulardii sopravvive 90 giorni senza compromettere la qualità
L'olio d'oliva vergine, in particolare quello non filtrato, può ospitare il lievito probiotico Saccharomyces boulardii per almeno tre mesi di conservazione, mantenendo cariche microbiche compatibili con i requisiti dei prodotti probiotici e senza alterare i parametri chimico-fisici previsti dalla normativa
09 ottobre 2026 | 10:00
Salute
I gelsi sono un frutto antico che guarda al futuro del microbiota
Dal gelso bianco al gelso nero, foglie e frutti contengono polifenoli, polisaccaridi e altri composti bioattivi che potrebbero interagire con il microbiota intestinale. Le prime evidenze, soprattutto da studi in vitro e su animali, sono interessanti per metabolismo glucidico e lipidico
08 ottobre 2026 | 14:00
Salute
Con la dieta MIND il cervello potrebbe invecchiare più lentamente
Un ampio studio condotto su oltre 1.600 adulti seguiti per circa 12 anni associa una maggiore adesione alla dieta MIND a una minore perdita di tessuto cerebrale, soprattutto di materia grigia. Ma i risultati, di natura osservazionale, non dimostrano un rapporto di causa-effetto
07 ottobre 2026 | 15:00
Salute
La cottura ideale per i prodotti vegetali, ecco cosa devi sapere
Cuocere le polpette vegetali con olio extravergine d'oliva e cotture "dolci" come forno e friggitrice ad aria migliora il profilo lipidico e antiossidante, senza sacrificare gusto e accettabilità. La frittura tradizionale, invece, fa assorbire fino al 75% di grassi in più
06 ottobre 2026 | 13:00
Salute
Olio extravergine d'oliva ed esercizio fisico: otto settimane possono migliorare alcuni biomarcatori cardiometabolici
Uno studio condotto su uomini sedentari in sovrappeso suggerisce che l'integrazione con olio extravergine di oliva durante un programma di allenamento può modulare alcuni marcatori dell'infiammazione, dello stress ossidativo e della salute cardiovascolare
06 ottobre 2026 | 11:00