Salute

Olio extravergine di oliva perfetto a cena per conciliare il sonno

Olio extravergine di oliva perfetto a cena per conciliare il sonno

Cene ricche di calorie, grassi, colesterolo, proteine, alcol, carne rossa e cibi fritti sono associate a una qualità del sonno peggiore. Al contrario, pasti serali basati su carboidrati, pesce azzurro e olio d’oliva sembrano favorire un riposo più adeguato

16 aprile 2026 | 16:00 | C. S.

Una recente ricerca guidata dall’Università di Granada mette in luce un legame stretto tra ciò che mangiamo a cena, la qualità del sonno e le scelte alimentari del mattino successivo. Lo studio, pubblicato sulla rivista European Journal of Nutrition, evidenzia come alimentazione e riposo siano parte di un sistema interconnesso che incide sulle abitudini quotidiane, soprattutto negli adulti con obesità.

I risultati mostrano che cene ricche di calorie, grassi, colesterolo, proteine, alcol, carne rossa e cibi fritti sono associate a una qualità del sonno peggiore. Al contrario, pasti serali basati su carboidrati, pesce azzurro e olio d’oliva sembrano favorire un riposo più adeguato.

Ma l’influenza non si ferma alla notte. Secondo i ricercatori, anche il sonno condiziona le scelte alimentari del giorno seguente. Dormire male o in modo frammentato è associato a colazioni più ricche di zuccheri e più povere di fibre. Inoltre, svegliarsi più tardi tende a portare a un maggiore apporto calorico nella prima colazione.

Lo studio è stato condotto in condizioni di vita reale su uomini e donne adulti con obesità. Per monitorare il sonno in modo oggettivo, i partecipanti hanno indossato un accelerometro per due settimane consecutive, mentre la loro alimentazione veniva registrata con particolare attenzione a cena e colazione.

Gli autori sottolineano che, pur trattandosi di associazioni di entità moderata, i risultati contribuiscono a comprendere meglio la relazione bidirezionale tra dieta e sonno. Questo approccio, basato sull’osservazione nella vita quotidiana e non in laboratorio, permette di cogliere in modo più realistico le dinamiche che influenzano la salute.

Le evidenze raccolte potrebbero rivelarsi utili nello sviluppo di strategie per contrastare l’obesità, suggerendo che non solo la qualità della dieta, ma anche quella del sonno e la regolarità dei ritmi quotidiani, debbano essere considerate congiuntamente.

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