Salute
La pasta di grano duro Senatore Cappelli è la preferita di nutrizionisti italiani
In Italia circa il 20-25% della popolazione soffre di disturbi gastrointestinali funzionali, come la sindrome dell’intestino irritabile, mentre una quota compresa tra il 6 e il 13% presenta sensibilità al glutine non celiaca
03 giugno 2025 | 17:00 | C. S.
Una recente indagine realizzata da NutriMi, il Forum di nutrizione pratica su un campione di oltre 300 nutrizionisti italiani ha evidenziato che oltre 7 professionisti su 10 consigliano la pasta a base di grano duro Senatore Cappelli a pazienti che lamentano disturbi gastrointestinali. A guidare questa scelta, la maggiore digeribilità percepita e il minor impatto sui sintomi come gonfiore, pesantezza e crampi, confermati – secondo gli stessi professionisti – da oltre la metà dei pazienti. I risultati dell’indagine - informa una nota - si affiancano a quelli dello studio clinico condotto nel 2019 dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, secondo cui, nei soggetti con sensibilità al glutine non celiaca, il consumo di pasta Senatore Cappelli - una varietà di grano duro di una selezione del primo Novecento - ha determinato una significativa riduzione dei sintomi intestinali ed extra-intestinali rispetto alla pasta standard.
In Italia, secondo stime epidemiologiche recenti, circa il 20-25% della popolazione soffre di disturbi gastrointestinali funzionali, come la sindrome dell’intestino irritabile (Ibs), mentre una quota compresa tra il 6 e il 13% presenta sensibilità al glutine non celiaca (Ncgs), una condizione clinica caratterizzata da sintomi digestivi legati al glutine in soggetti che non presentano marcatori diagnostici di celiachia. Forse tutto questo non sorprende, considerando che il nostro primato di consumo si traduce in circa 23 kg di pasta a testa ogni anno. Per 1 italiano su 3, la pasta rappresenta un alimento quotidiano. In questo contesto, la Pasta Senatore Cappelli si distingue per il suo profilo nutrizionale e per l’impatto percepito sul benessere digestivo. La varietà di grano duro da cui deriva, selezionata in Italia un secolo fa, è fonte di fibre e caratterizzata da composti bioattivi come i polifenoli, elementi che, secondo gli esperti, possono contribuire a migliorare il benessere intestinale e il senso di sazietà.
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