Salute
Una nuova molecola naturale contro la sindrome di Down
La polidatina, polifenolo estratto dalla pianta Polygonum cuspidatum da secoli usata nella medicina tradizionale asiatica, è in grado di riattivare l'attività bioenergetica dei mitocondri contrastando i deficit della sindrome di Down
09 maggio 2025 | 09:00 | C. S.
La sindrome di Down è una condizione genetica che si verifica quando c'è un'alterazione nel cromosoma 21.
Le persone con questa condizione hanno un cromosoma in più, il che può influenzare lo sviluppo fisico e mentale. Alcune caratteristiche comuni tipiche della patologia sono occhi a mandorla, volto rotondo, collo corto e mani con dita più corte. Generalmente, le persone affette possono avere un lieve o moderato ritardo nello sviluppo intellettivo, ma anche difetti cardiaci, problemi di vista o udito, e altre condizioni mediche, ma con le cure appropriate possono vivere bene.
Tra le cure che oggi possono servire ad alleviare i problemi, oggi è stato scoperto dal CNR l'uso della polidatina, una molecola naturale.
La ricerca, pubblicata su Free Radical Biology and Medicine, si inquadra nel filone di ricerca del Cnr-Ibiom coordinato da Rosa Anna Vacca, che da anni studia le alterazioni molecolari alla base complesso quadro clinico della sindrome con lo scopo di individuare principi attivi naturali che possano migliorare le disfunzioni dei mitocondri -le “centrali energetiche” delle nostre cellule- ripristinare il corretto metabolismo energetico cellulare e ridurre lo stress ossidativo, fattori considerati chiave per l’insorgenza del deficit nello sviluppo neurologico nei bambini con sindrome di Down, e dell’invecchiamento precoce negli adulti.
In questo studio, in particolare, effettuato su cellule provenienti da aborti spontanei di feti, in parte caratterizzati da trisomia 21 e in parte sani, cioè privi di alterazioni cromosomiche, è stato dimostrato che la polidatina è in grado di riattivare l'attività bioenergetica dei mitocondri riducendo la produzione eccessiva di radicali dell'ossigeno e che può, inoltre, prevenire i danni al DNA e l’invecchiamento cellulare causati da stress ossidativo indotto con stimoli esterni: questa attività di prevenzione dal danno ossidativo avviene sia nelle cellule con sindrome di Down, sia in quelle sane.
“La polidatina, polifenolo estratto dalla pianta Polygonum cuspidatum da secoli usata nella medicina tradizionale asiatica, è al centro dei nostri studi da tempo, essendo già note le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti: aiuta, cioè, a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi, molecole instabili che accelerano l’invecchiamento e le malattie”, afferma Rosa Anna Vacca (Cnr-Ibiom). “L’idea è quella di utilizzarla come integratore alimentare per gestire alcuni dei sintomi della sindrome di Down, da somministrare già nella primissima infanzia. Benchè siano diversi i composti naturali di origine vegetale che oggi vengono proposti nel trattamento della patologia, siamo convinti che la polidatina possa diventare un candidato ideale per applicazioni cliniche future legate alla prevenzione dei disturbi associati alla sindrome: ha, infatti, dimostrato di non avere effetti tossici collaterali, e in più è stabile, idrosolubile, e si distribuisce meglio nel nostro corpo. Inoltre, è un precursore del resveratrolo, un altro composto naturale noto per i suoi effetti benefici in particolare come coadiuvante nel trattamento di malattie neurologiche”.
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