Salute

Il risveglio delle zecche: un pericolo per le persone

Il risveglio delle zecche: un pericolo per le persone

Ixodes ricinus è una zecca diffusa in Italia. Le zecche possono trasmettere agenti patogeni di importanza medica e veterinaria, tra cui la malattia di Lyme

15 maggio 2024 | T N

Ixodes ricinus è una zecca ampiamente diffusa in Italia.

Ixodes ricinus è una zecca relativamente piccola, in cui le femmine hanno dimensioni leggermente superiori ai maschi. Le larve hanno tre paia di zampe, mentre le ninfe e gli adulti ne hanno quattro paia, come in tutte le altre specie di zecche. Appartenendo alla famiglia Ixodidae, hanno una placca dorsale
sclerotizzata chiamata scutum che le protegge dall’essicazione o dai traumi. Nei maschi lo scutum copre l’intero corpo, mentre nelle femmine lo ricopre solo parzialmente.

Ixodes ricinus è sensibile alle condizioni climatiche: l’umidità relativa deve essere almeno dell’80%, le piogge devono essere da moderate ad elevate, e deve essere presente una buona vegetazione.
In Europa, Ixodes ricinus si trova principalmente nei boschi decidui e nelle foreste miste, tuttavia può essere rinvenuta anche in habitat diversi in cui vivano gli ospiti su cui si nutre e siano caratterizzati da un microclima umido.

Ixodes ricinus è una zecca a tre ospiti, cioè le larve, le ninfe e gli adulti si nutrono su ospiti diversi soprattutto per taglia. In particolare, le larve e le ninfe preferiscono gli animali di taglia mediopiccola, mentre gli adulti tendono ad alimentarsi su animali di dimensioni maggiori. Questa specie si nutre su un’ampia gamma di mammiferi, uccelli e rettili e, frequentemente, anche sulle persone.

Negli ultimi anni l’aumento delle temperature medie rilevate durante i mesi invernali inducono una riduzione del periodo di “letargo” delle zecche e ne stimolano una precoce attività.
In particolare la zecca dei boschi, Ixodes ricinus, effettua una diapausa invernale durante la quale rimane protetta in genere sotto foglie, sassi o sotto la neve. Se non ha avuto modo di nutrirsi prima dell’arrivo dell’inverno, non appena le temperature risalgono (sopra i 7-10 °C, ma localmente anche inferiori come ad esempio nei versanti esposti a sud) inizia la ricerca dell’ospite per effettuare il pasto di sangue necessario per completare il suo ciclo di sviluppo che prevede tre stadi (larva, ninfa e adulto) nell’arco di tre anni.
Nonostante il periodo di maggiore attività delle zecche sia normalmente da maggio a metà giugno, sempre più spesso anche nei mesi di marzo e aprile, se le temperature sono superiori alla media come si è verificato anche quest’anno, è possibile incontrare questi parassiti quando ci si reca in ambienti con vegetazione cespugliosa e aree boschive dal fondovalle fino ai 1200-1400 m.

Le malattie causate dalle zecche

Le zecche possono trasmettere pericolose malattie per l’uomo e per gli animali. Le malattie più diffuse sul nostro territorio sono la malattia di Lyme e l’Encefalite da zecche (TBE). La prima è causata da un batterio e necessita di una cura antibiotica se viene contratta, mentre la seconda viene trasmessa da un virus per il quale l’Azienda provinciale per i servizi sanitari offre la vaccinazione gratuita ai residenti.

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