Salute

Un bicchiere di vino a cena ha minori rischi di sviluppare il diabete di tipo2

Un bicchiere di vino a cena ha minori rischi di sviluppare il diabete di tipo2

E' stato ipotizzato che alcune sostanze chimiche presenti nel vino potrebbero alterare il modo in cui gli individui metabolizzano il glucosio, alterando quindi il loro rischio di sviluppare il diabete

09 marzo 2022 | T N

Una ricerca presentata a una conferenza dell'American Heart Association ha rilevato che chi beve un bicchiere di vino a cena hanno meno probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto alle persone che non assumono vino.

I ricercatori hanno intrapreso l'analisi su più di 300.000 inglesi nel database della biobanca del Regno Unito. Hanno scoperto che bere una "quantità moderata" di vino rosso a pasto può essere associato a un rischio ridotto (del 14%) di sviluppare il diabete di tipo 2. In circa 11 anni di follow up, 8.600 pazienti hanno sviluppato il diabete di tipo 2.

"Gli effetti del consumo di alcol sulla salute sono stati descritti come una spada a doppio taglio: dannoso o utile, a seconda di come viene consumato", ha detto l'autore dello studio Hao Ma, dal Tulane University Obesity Research Center di New Orleans. Notando i "risultati misti" degli studi precedenti che si sono concentrati sulle quantità di consumo, lo studioso ha detto che occorre esaminare anche altri fattori. "Pochissimi studi si sono concentrati su altri dettagli, come i tempi di assunzione dell'alcol".

Gli autori dello studio hanno ipotizzato che alcune sostanze chimiche presenti nel vino potrebbero alterare il modo in cui gli individui metabolizzano il glucosio, alterando quindi il loro rischio di sviluppare il diabete.

"Il messaggio che deriva dalla ricerca è che bere quantità moderate di vino durante i pasti può prevenire il diabete di tipo 2 se non si ha un'altra condizione che può essere influenzata negativamente dal consumo moderato di alcol e in consultazione con il medico", ha detto Hao Ma.

Potrebbero interessarti

Salute

Testosterone basso e dieta ricca di fruttosio: così il microbiota intestinale può favorire il fegato grasso

Evidenziato un possibile effetto sinergico tra carenza di testosterone, consumo di fruttosio e alterazioni del microbiota intestinale. Al centro del meccanismo c’è il piruvato, che potrebbe favorire l’accumulo di grassi nelle cellule epatiche.

01 novembre 2026 | 11:00

Salute

Integratori di omega-3, uno studio ridimensiona le speranze contro l’Alzheimer

Una sperimentazione clinica durata due anni su 365 adulti tra 55 e 80 anni non ha rilevato miglioramenti significativi della memoria e delle capacità cognitive con alte dosi di integratori. Gli omega-3 hanno raggiunto il sistema nervoso centrale, senza però tradursi in una protezione misurabile

31 ottobre 2026 | 11:00

Salute

Dieta mediterranea, scoperto un possibile meccanismo molecolare che protegge cuore, cervello e cellule dall’invecchiamento

Uno studio della USC Leonard Davis School of Gerontology collega una maggiore aderenza alla dieta mediterranea a livelli più elevati di due microproteine mitocondriali, humanin e SHMOOSE. L’olio extravergine di oliva, insieme a pesce e legumi, emerge tra gli alimenti associati a questi marcatori biologici

29 ottobre 2026 | 14:00

Salute

Dieci diete sane associate a un invecchiamento biologico più lento

Uno studio pubblicato su Nature Communications evidenzia che diversi modelli alimentari possono contribuire a rallentare l’invecchiamento biologico. Dalla dieta mediterranea alla DASH, non esiste un unico regime ideale: conta soprattutto la qualità complessiva dell’alimentazione

28 ottobre 2026 | 15:00

Salute

Maschere mediche antibatteriche con oleuropeina: la scoperta che arriva dalle foglie di olivo

L'estratto di foglie di olivo, ricco di oleuropeina, potenzi l'efficacia filtrante delle mascherine chirurgiche e combatta batteri come Staphylococcus aureus ed Escherichia coli. Un'idea sostenibile che trasforma uno scarto agricolo in un presidio medico avanzato

28 ottobre 2026 | 11:00

Salute

Zuccheri e antibiotici, il microbiota intestinale potrebbe subire un danno maggiore

Una nuova ricerca suggerisce che un elevato consumo di zuccheri durante la terapia antibiotica possa amplificare la perdita di diversità del microbiota intestinale e favorire la proliferazione di batteri opportunisti come Enterococcus faecium

27 ottobre 2026 | 14:00