Salute

Le proprietà dell'anguria, frutta regina dell'estate

Le proprietà dell'anguria, frutta regina dell'estate

È una ricca fonte di minerali come potassio e magnesio, una buona fonte di vitamine C e A. Funziona anche come antinfiammatorio ed è stato collegato a un minor rischio di ictus

02 luglio 2021 | C. S.

L'anguria è la regina della tavola estiva.

Gli esperti dell'American Heart Association le dedicano un approfondimento scientifico.

È una ricca fonte di minerali come potassio e magnesio, una buona fonte di vitamine C e A, più beta carotene, che aiuta a produrre vitamina A, e ha discrete quantità di vitamine B1, B5 e B6. Tutto questo con un apporto calorico molto basso. E' detta anche melone d'acqua, l'anguria contiene circa il 92% di acqua.

Dove questo frutto spicca davvero è nella sua concentrazione di alcuni antiossidanti, che regolano i radicali liberi dannosi per la nostra salute.

Il licopene, che conferisce all'anguria il suo colore rossastro, è uno di quegli antiossidanti, insieme alle vitamine C e A.

Funziona anche come antinfiammatorio ed è stato collegato a un minor rischio di ictus. È più abbondante nei prodotti a base di pomodoro cotto, ma i livelli di licopene dell'anguria sono circa il 40% superiori invece a quelli dei pomodori crudi.

L'anguria contiene anche glutatione, che Tim Allerton, ricercatore del Pennington Biomedical Research Center della Louisiana State University a Baton Rouge definisce un "antiossidante globale e versatile". È inoltre ricca di un amminoacido chiamato citrullina, che è stato al centro della ricerca di Allerton."L'anguria è piuttosto unica perché non molti alimenti ne sono ricchi" specifica lo studioso. Questo amminoacido è legato ad esempio alla produzione di ossido nitrico, importante per la salute dei vasi sanguigni. Anche se ha zucchero naturale e un alto indice glicemico, ha però un basso carico glicemico. Ciò significa che il suo effettivo effetto sulla glicemia è molto basso.

Potrebbero interessarti

Salute

Caffè e sonno: si può dormire otto ore senza recuperare davvero

La caffeina non necessariamente impedisce di addormentarsi o provoca risvegli evidenti. Gli studi condotti con l’elettroencefalogramma indicano che può modificare l’attività cerebrale durante il sonno, riducendo le onde lente associate alle fasi più profonde e ristoratrici

25 settembre 2026 | 09:00

Salute

Calcio e vitamina D per le ossa: il reale beneficio per gli anziani

Una revisione sistematica pubblicata sul BMJ, che ha analizzato 69 studi randomizzati per oltre 153 mila adulti, rileva benefici scarsi o nulli degli integratori di calcio e vitamina D nella prevenzione di fratture e cadute nella maggior parte degli anziani

24 settembre 2026 | 15:00

Salute

Olio extravergine d'oliva: il "farmaco naturale" che hai in cucina

Non è solo un condimento. Secondo una nuova revisione scientifica, l'olio extravergine di oliva protegge cuore, intestino e metabolismo grazie a un mix unico di acidi grassi e polifenoli. Ecco cosa dice la ricerca e perché vale la pena metterlo al centro della tavola.

23 settembre 2026 | 16:00

Salute

Il profumo del cioccolato può aumentare l'intensità dell'allenamento fisico

Uno studio pubblicato su Frontiers in Physiology suggerisce che annusare cioccolato fondente o al latte prima e durante un esercizio di forza possa aumentare il numero di ripetizioni senza accrescere la percezione della fatica. L’effetto potrebbe dipendere dalle associazioni apprese tra odori, alimentazione e sistemi cerebrali della ricompensa

23 settembre 2026 | 14:00

Salute

Sucralosio e danni al DNA: i problemi impiego del dolcificante ad alte temperature

Una ricerca del 2023 aveva sollevato preoccupazioni per la capacità di un composto associato al sucralosio di danneggiare il DNA e alterare la barriera intestinale. Le successive valutazioni, compresa la revisione dell’Efsa del 2026, ridimensionano però il rischio per i consumatori alle condizioni d’uso autorizzate

22 settembre 2026 | 11:00

Salute

Cibi ultraprocessati e il possibile legame con l’artrosi del ginocchio

Uno studio pubblicato su Radiology ha rilevato un’associazione tra il consumo di alimenti ultraprocessati e una maggiore presenza di grasso intramuscolare nella coscia. Il fenomeno è stato osservato anche considerando calorie assunte, attività fisica e altri fattori socio-demografici

21 settembre 2026 | 14:00