Salute

I benefici della dieta mediterranea arrivano direttamente nell'intestino

Il regime dietetico mediterraneo avrebbe un'influenza diretta sul microbioma intestinale, favorendo la presenza dei batteri buoni, così favorendo non solo l'assorbimento e un corretto bilanciamento dei nutrienti ma anche il benessere di tutto il corpo

27 aprile 2018 | T N

La dieta mediterranea ha un'influenza diretta sulla salute dell'intestino.

A rivelarlo è uno studio del Wake Forest Baptist Medical Center, pubblicato su Frontiers in Nutrition.

Secondo i ricercatori, il regime alimentare mediterraneo, basato su frutta, verdura, cereali e olio d'oliva, aumenta i batteri buoni che vivono nell'intestino stesso fino al 7% rispetto a solo lo 0,5% di una dieta più basata sulla carne.

Nello studio pre-clinico, alcuni primati sono stati suddivisi in due gruppi: uno basato sulla dieta in stile mediterraneo (con pesce e olio di pesce, olio di oliva, succo di verdura, purea di frutta), l'altro su un regime alimentare a base di carne e un alto livello di zuccheri e grassi (con lardo, burro, grasso animale, saccarosio e fruttosio). Entrambe le diete avevano lo stesso numero di calorie.

I parametri metabolici dei primati sono stati studiati per trenta mesi.

In particolare è stato analizzato il microbioma, ovvero l'insieme di batteri che vivino nell'intestino, in entrambi i gruppi attraverso campioni di feci.

È emerso che la diversità batterica dell'intestino nel gruppo che aveva seguito la dieta mediterranea era significativamente più alta rispetto a quella di coloro che avevano seguito il regime alimentare maggiormente incentrato sulla carne.

"Abbiamo circa 2 miliardi di batteri buoni e cattivi che vivono nel nostro intestino - ha affermato il team leader della ricerca Hariom Yadav - se i batteri sono di un certo tipo e non adeguatamente bilanciati, la nostra salute può risentirne".

"Lo studio - conclude - ha dimostrato che i batteri buoni, principalmente il Lactobacillus, la maggior parte dei quali sono probiotici, erano significativamente aumentati nel gruppo della dieta mediterranea".

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