Salute

Più fenoli nel cibo biologico ma il segreto è la biodisponibilità

Uno studio del Teagasc Food Research Centre di Ashtown dimostrerebbe che le verdure bio avrebbero contenuti più elevati di antiossidanti. Ma i benefici salutistici di una dieta bio potrebbero essere molti e variegati, come mostra un corposo studio del Parlamento europeo

20 giugno 2017 | T N

Le cipolle coltivate secondo i dettami dell'agricoltura biologica conterrebbero fino al 20% in più di antiossidanti rispetto a quelle coltivate secondo i metodi tradizionali.
E' la conclusione a cui è giunto lo studio del Teagasc Food Research Centre di Ashtown. La ricerca è stata condotta tra il 2009 e il 2014 e sono stati presi in considerazione ortaggi coltivati biologicamente e altri cresciuti in regime di agricoltura convenzionale.

Non è la prima volta che sperimentazioni dimostrano che la verdura biologica contiene più fenoli e sostanze benefiche per la salute.

Analoghi studi sono stati condotti dalla Darcof, la rete danese di ricerca per l'agricoltura biologica, e dal Food Centre dell’Università di New Castle.

Ricerche americane, e anche quelle dell’Agenzia francese per la sicurezza alimentare, mettono però in dubbio che le differenze, spesso statisticamente non significative, tra i contenuti di fenoli nel bio e nel convenzionale possano apportare benefici per la salute.

Non vi è però da considerare solo la quantità, ma anche la qualità.

Il vino contiene molti più fenoli dell'olio extra vergine di oliva ma sappiamo che i composti dell'olio sono molto più biodisponibili. Da qui, anche, le virtù salutistiche dell'extra vergine.

Ma i composti nutraceutici del cibo bio sarebbero più efficaci nel nostro corpo rispetto agli omologhi prodotti secondo il regime convenzionale? E' quanto sembra suggerire uno studio svedese, pubblicato sulla rivista Lancet. Si tratta di uno dei primi studi epidemiologici basati sul confronto tra dieta convenzionale e bio. Nel caso specifico lo studio Parsifal, condotto su 14 mila bambini europei dai 5 ai 13 anni di età ha dimostrato che nelle scuole steineriane, dove le mense servono solo cibo biologico e biodinamico, i bambini mostrano un impatto inferiore di malattie allergiche. Lo studio, come indicano gli stessi ricercatori, non è risolutivo ma indica una linea di tendenza, già riscontrata in un altro review scientifico della Stanford University e pubblicato su Annal of Internal Medicine che tiene conto di una pluralità di fattori salutistici. Secondo questo review le differenze più significative si evidenzierebbero sui residui di fitofarmaci, con un rischio di contaminazione del 30% inferiore nel caso di dieta organica rispetto alla convenzionale. Inoltre sarebbero molto più alto il rischio di riscontrare batteri resistenti agli antibiotici nella carne di pollo e maiale allevata convenzionalmente che non in quella allevata secondo metodi organici. Il review, che prende in considerazione più di duecento studi scientifici, evidenzia anche che due ricerche indicano come i livelli di fitofarmaci nelle urine di bambini che consumano cibo bio rispetto a cibo convenzionale siano significativamente inferiori.

I benefici salutistici e nutrizionali di una dieta basata su cibi biologici sono insomma in larga misura da esplorare come conferma anche il recente report (dicembre 2016) commissionato dal Parlamento europeo su Human health implications of organic food and organic agriculture che però afferma che “i pochi studi su esseri umani che hanno direttamente investigato sugli effetti del cibo organico sulla salute umana hanno permesso di scoprire alcune indicazioni su un rischio inferiore di contrarre allergine nei bambini, di una minore obestità/sovrappeso negli adulti e un minore rischio di contrarre il linfoma non-Hodgkin (ma non vale per tutti i tipi di cancro) nei consumatori che scelgono cibo biologico rispetto a quelli che preferiscono quello convenzionale."

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