Salute
Danni al fegato dei bambini per il cibo spazzatura
Il junk food, cibo spazzatura, colpirebbe con maggiori danni proprio i bambini. Dalla steatosi epatica fino a più gravi forme di steopatite. Il rischio è arrivare alla fibrosi di tipo 2, patologia del fegato che non si può guarire
03 agosto 2016 | C. S.
E' allarme per i più piccoli. Infatti il cibo spazzatura non influirebbe solo sui fattori di rischio cardiovascolari e sulla sindrome metabolica, legati al sovrappeso e all'obesità. A essere a rischio è anche il fegato.
Lo studio prende le mosse da un modello di topo sviluppato dalla FIF (Fondazione Italiana Fegato) nei laboratori dell’AREA Science Park di Trieste. Il modello riproduce l’insorgenza della sindrome metabolica in età infantile.
Sono stati analizzati 6 topi dall’età dello svezzamento fino all’età adulta che nell’uomo corrispondono ad un passaggio dai 3 ai 30 anni. Sono stati nutriti con una dieta ad alta percentuale di grassi e con acqua addizionata con fruttosio.
Ciò che i ricercatori della FIF hanno riscontrato è che nell’età pediatrica la progressione della malattia è più veloce, con prognosi generalmente più grave rispetto agli adulti. È inoltre emersa una differenza di genere nella velocità di sviluppo della malattia, che vede nei maschi di topo una progressione più rapida nella fase iniziale, anche se il danno finale risulta equivalente tra maschi e femmine.
Dopo due mesi molti delle cavie presentavano fibrosi del fegato e dopo 4, l’86% dei maschi e il 15% delle femmine era arrivato ad un livello di fibrosi di tipo 2, dal quale non si può più guarire.
Quello che accade è in pratica che il fegato, sottoposto ad un sovra lavoro per smaltire tutti i grassi e gli zuccheri in eccesso, ad un certo punto non riesce più a svolgere correttamente la propria funzione e si ammala di steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e di steatoepatite non alcolica (NASH). In quest’ultima, oltre all’accumulo di grasso nelle cellule epatiche (come nella NAFLD), si manifestano anche infiammazioni e lesioni.
“Considerando che l’obesità infantile è in esplosione anche da noi e che il danno al fegato da sindrome metabolica diventerà nei prossimi anni la principale causa di trapianto di fegato, il modello sarà un’ottima piattaforma per studiare i meccanismi che portano al danno, capire le differenze maschio/femmina e testare farmaci e nuovi approcci diagnostici”, commenta il professor Claudio Tiribelli, direttore della Fondazione Italiana Fegato.
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