Salute
La nostra alimentazione influisce anche sulla cura delle ferite
Il processo di guarigione della ferite è complesso e richiede alcuni elementi essenziali. Tra le sostanze naturali più interessanti vi sono le catechine del tè, i flavanoli del cacao, l'idrossitirosolo dell'olio di oliva e la curcumina, il pigmento giallo che dà il colore al curry
08 marzo 2016 | C. S.
Guarire dalle ferite, di solito, non è un problema. Un cerotto o poco più e i tessuti si cicatrizzano.
Pochi sanno, però, che con una corretta alimentazione il tempo di guarigione, i fastidi e il disagio possono diminuire sostanzialmente.
A descrivere gli ingredienti del menù per far guarire prima e meglio le ferite è Giovanni Scapagnini, del dipartimento di Medicina e scienza per la salute dell'Università del Molise.
Un apporto di proteine adeguato è, ad esempio, assolutamente essenziale per una corretta guarigione, ma anche la vitamina A riveste un ruolo di primaria importanza nello stimolare i meccanismi di ricrescita della pelle, mentre quella C è necessaria per la formazione del collagene e per una corretta funzione immunitaria, oltre ad essere anche un antiossidante dei tessuti.
La vitamina E è il principale antiossidante liposolubile con azione specifica sul derma, tuttavia, gli effetti della vitamina E sulle ferite chirurgiche sono ancora inconclusivi.
C'è poi la bromelina, un enzima vegetale presente nell’ananas: somministrato in soggetti con ferite traumatiche o a seguito di interventi chirurgici, riduce l'edema, il bruciore, il dolore ed i tempi di guarigione.
Numerosi studi hanno inoltre validato l'efficacia e il meccanismo di azione di Centella asiatica ed Aloe vera per migliorare la guarigione delle ferite.
"Una delle sostanze maggiormente studiata in termini di guarigione delle ferite - afferma Scapagnini - è la curcumina, in quanto, a livello scientifico, sono note da anni le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti di questa molecola. Sia il danno ossidativo che i processi infiammatori sono fenomeni in grado di condizionare tempi e qualità di guarigione della ferita, soprattutto in un contesto di ulcere cronicizzate, suggerendo una possibile utilità di una terapia nutrizionale con un composto in grado di modulare efficacemente questi fenomeni".
Numerose altre sostanze naturali, contenute in alimenti comuni o piante, sono oggetto di ricerche sperimentali e cliniche: tra quelle più interessanti vi sono le catechine del tè, i flavanoli del cacao e l'idrossitirosolo dell'olio di oliva.
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