Salute
Qualche chilo di troppo fa male al cuore ma fa bene al cervello
Il rischio di demenza senile diminuirebbe con l'aumentare del peso corporeo. E' quanto emerge da uno studio inglese che ha analizzato le cartelle cliniche di circa due milioni di persone sovrappeso di un'età media di 55 anni
17 aprile 2015 | T N
E' noto che essere in sovrappeso ha conseguenze per l'apparato cardiocircolatorio e anche a carico del nostro scheletro.
Ma quando si è sovrappeso. Naturalmente sarebbe utile consulatare un dietologo o un nutrizionista, che prenderà in considerazioni molte variabili, ma si può anche calcolare semplicemente a casa, attraverso la seguente formula:
IMC (Indice di massa corporea) = massa corporea (Kg) / statura (m) al quadrato
In base ai dati dell'organizzazione mondiale della sanitùà si è sottopeso con IMC al di sotto di 19, si è di peso normale con IMC compreso tra 19 e 24, si è sovrappeso con IMC compreso tra 25 e 30 e infine si è obesi con IMC al di sopra di 30.
Le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità sono funzionali a delle persone adulte. In genere con l'età si tende a ingrassare fisiologicamente. Già a 45 - 54 anni l'indice di massa corporea per un peso normale potrà variare tra 22 - 27, più in là, tra i 55 e i 64 un buon indice di massa corporea oscilla tra 23 e 28. Infine, per gli over 65, si può arrivare fino a un IMC di 29.
Ma cosa succede al nostro corpo in caso di sovrappeso. Ne risentirà l'apparato circolatorio, ma non il cervello, stanto a una ricerca della Oxon Epidemiology e della London School of Hygiene and Tropical Medicine che ha preso in esame le cartelle cliniche di quasi due milioni di persone di età media di 55 anni.
Un po' di sovrappeso, secondo lo studio, preserverebbe dalla demenza senile.
I risultati hanno mostrato che le persone sottopeso avevano un 39% in più di rischio di demenza rispetto a coloro che avevano un peso sano, mentre tale rischio si riduceva del 18% in individui sovrappeso e del 24% in coloro che invece erano classificabili come obesi.
"Attualmente non sono ancora chiari i motivi per cui un indice di massa corporea elevato possa essere associato ad una riduzione del rischio di demenza – ha dichiarato Qizilbash dalla Oxon Epidemiology – Probabilmente, alcuni fattori legati alla dieta, all'esercizio fisico, al patrimonio genetico e al cambiamento di peso ricoprono un qualche ruolo specifico, ma sono necessari ulteriori studi per comprendere meglio i meccanismi sottesi».
"Senza dubbio, i risultati di questa ricerca permettono di aprire nuove prospettive sui fattori protettivi per la demenza –aggiunge Pocock, docente di Statistica Medica presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine – Se riuscissimo a capire perché le persone in sovrappeso siano esposte ad un minor rischio di demenza, potremmo utilizzare queste informazioni per sviluppare nuovi trattamenti utili alla cura di questo disturbo".
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