Salute
Con l'olio d'oliva si prevengono disturbi e sindrome metabolica
Chi soffre di pressione alta, trigliceridi e glicemia elevati è maggiormente soggetto a problemi di salute, con un aumento considerevole del rischio di infarti, ictus e diabete. Con tre cucchiai e mezzo di buon extra vergine si possono superare molti problemi
12 marzo 2015 | T N
L'olio di oliva aiuta a equilibrare il metabolismo umano e i ricercatori spagnoli, dopo cinque anni di ricerche e grazie a un finanziamento da due milioni di euro, hanno scoperto che la dieta mediterranea ricca di olio di oliva riduce il rischio di problemi cardiovascolari del 30% e quasi in pari percentuale, 28%, riduce gli effetti della sindrome metabolica.
Per sindrome metabolica si intende un disequilibrio del nostro organismo dovuto a vari fattori di stress, prevalentemente di tipo ambientale e alimentare. Comportamenti quali una dieta ricca di grassi saturi, la scarsa attività sportiva e il fumo possono creare problemi quali un aumento considerevole del rischio di infarti, ictus e diabete.
Ormai il 25% della popolazione dei paesi occidentali è affetto da sindrome metabolica.
Quali parametri monitorare per capire se si è affetti da sindrome metabolica? Peso corporeo eccessivo (non necessariamente l'obesità), livelli bassi di colesterolo buono Hdl e alti di trigliceridi e glicemia, oltre a pressione alta, sono tutti fattori di rischio.
I ricercatori spagnoli, nell'ambito del progetto Predimed, hanno seguito la vita di 6 mila persone per 5 anni. Il 67% dei partecipanti aveva uno o più fattori legati alla sindrome metabolica.
Sono quindi stati suddivisi in tre gruppi: il primo seguiva una dieta a basso contenuto di grassi, il secondo una dieta mediterranea con molto olio di oliva, il terzo una dieta mediterranea integrata con noci.
Dopo 5 anni il 28% di chi aveva seguito le due tipologie di dieta mediterranea non presentava più i parametri tipici della sindrome metabolica.
Secondo gli spagnoli per ottenere i migliori risultati andrebbero assunti almeno 50 grammi al giorno di extra vergine, pari a circa tre cucchiai e mezzo. L’apporto calorico in questo caso non è indifferente (circa 450 calorie), e deve essere controbilanciato a livello di dieta con una riduzione di altri apporti calori ma assicurandosi ricadute positive sulla salute.
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