Salute

Resveratrolo nel dimenticatoio, ora l'attenzione si concentra sul xantoumolo

La birra conterrebbe un fenolo che migliora le performance cognitive grazie al potere antiossidante. Il vino risponde con batteri o probiotici che fanno bene alla salute al pari di quelli presenti in yogurt e altri latticini

30 settembre 2014 | R. T.

Il resveratrolo non è più di moda, ora l'attenzione degli scienziati si concentrerà sullo xantoumolo. Non si tratta, però, si un fenolo contenuto nel vino ma nella birra.

Uno studio pubblicato sulla rivista Behavioral Brain Research suggerisce infatti che la birra potrebbe far bene al cervello in quanto contiene questo antiossidante che somministrato in grandi quantità a topolini ne migliora le performance cognitive.

Si torna, quindi, al vecchio problema del vino. Per ottenere gli effetti benefici si dovrebbe bere tanta di quella birra che gli effetti negativi dell'alcol annullerebbero di gran lunga quelli positivi dello xantoumolo.

Resta però la possibilità per i birrifici, di studiare nuovi prodotti, ad alto tenore di polifenoli salutistici.

Il mondo della ricerca legata al vino, però, non sta a guardare.

Un altro studio, condotto da Dolores Gonzalez de Llano della Università Autonoma di Madrid, svela che il nettare d’uva contiene dei batteri o probiotici che fanno bene alla salute al pare di quelli presenti in yogurt e altri latticini.

In particolare è sta individuata la presenza nel vino di ben 11 ceppi di probiotici tra cui Lactobacillus, tipico dello yogurt, Oenococcus e Pediococcus. In esperimenti di laboratorio questi probiotici sono risultati del tutto assimilabili a quelli presenti nei latticini per resistenza ai succhi gastrici e proprietà benefiche per le pareti intestinali.

Anche i probiotici del vino non sono in quantità sufficienti per risultare efficaci con un consumo moderato di alcolici.

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