Salute

Per disfarsi del cibo spazzatura serve un training mentale

Gli alimenti industriali, chiamati anche junk food, creano dipendenza e assuefazione. Per combattere l'obesità occorre riabituare il cervello ad apprezzare il cibo sano

03 settembre 2014 | T N

Il mondo industriale, specialmente americano, ha molto lavorato nella creazione di cibi pronti che producessero piacere (famosa la definizione di blissing point = punto di beatitudine) fino all'assuefazione e alla dipendenza.

Hanno speso milioni di dollari in ricerche su come il cibo e i suoi elementi essenziali (grassi, dolci e salati) influenzasse il cervello e influisse sui centri del piacere.

Per disfarsi della dipendenza dal cibo spazzatura, quindi, non può essere sufficiente solo uno stimolo razionale, quale quello di maggiore attenzione e cura alla nostra salute, ma bisogna intervenire sugli elementi istintivi e impulsivi dettati dall'alimentazione.

Detto in altri termini, occorre riabituare il cervello a farsi piacere i cibi sani. E' questa la conclusione di uno studio dello USDA Human Nutrition Research Center on Aging (USDA HNRCA) della Tufts University, pubblicato sulla rivista 'Nutrition & Diabetes'. Una serie di scansioni cerebrali effettuate su uomini e donne hanno suggerito che è possibile invertire il potere coinvolgente del cibo malsano, aumentando invece la preferenza per quello sano.

“Noi non iniziamo la nostra vita amando le patatine fritte e odiando invece la pasta integrale - ha detto Susan B. Roberts, co-autrice dello studio - Questo condizionamento avviene nel tempo in risposta all'alimentazione.”

I partecipanti che hanno completato questo studio pilota della durata di sei mesi erano 13 adulti sani, sia uomini che donne, in sovrappeso o obesi, che lavoravano in cantieri edili.
I criteri di inclusione nel gruppo di studio erano da un lato quelli di essere impiegati da uno dei quattro cantieri che partecipavano alla sperimentazione, di avere una età maggiore o pari a 21anni, di avere un indice di massa corporea superiore o uguale a 25 kg per metro quadrato corporeo e di avere un certificato medico a sostegno dell’iscrizione in un programma di perdita di peso.

I ricercatori, per poter verificare se il sistema di ricompensa poteva essere riprogrammato, cioè allenato a preferire cibi sani invece del cibo spazzatura, hanno sottoposto i volontari a scanner cerebrali delle aree coinvolte nel sistema di gratificazione.
Ebbene, tra gli iscritti al nuovo programma di perdita di peso gli esami hanno rivelato dei cambiamenti molto singolari, concentrati nell'area del centro di ricompensa del cervello associata con l'apprendimento e la dipendenza. Dopo sei mesi, infatti, in questa zona era aumentata la sensibilità ai cibi sani a basso contenuto calorico, cosa che secondo gli scienziati indica un aumento del piacere nel concedersi spuntini salutari. L'area ha anche mostrato una ridotta sensibilità ai cibi malsani ad alto contenuto calorico.

“Il programma di perdita di peso è specificamente progettato per cambiare la reazione delle persone ai diversi alimenti, e il nostro studio mostra che il sistema funziona - ha detto il co-autore Sai Krupa - Nei partecipanti aumenta il desiderio per i cibi più sani e si riduce quello degli alimenti malsani. Un effetto combinato che è probabilmente cruciale per il controllo del peso”.

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