Salute

Anche il colesterolo buono può diventare cattivo e minacciare la nostra salute

Ricercatori statunitensi hanno portato alla luce il processo attraverso cui il colesterolo HDL può modificarsi e favorire il rischio di causare infiammazioni, aterosclerosi, indurimento delle arterie e coaguli

30 gennaio 2014 | T N

Ha senso parlare di colesterolo buono e colesterolo cattivo?

Per anni siano stati convinti di sì ma i ricercatori della Cleveland Clinic (Usa) ora vogliono mettere in discussione le nostre convinizioni.

Con uno studio su 627 soggetti, durato cinque anni, il team ha individuato il meccanismo che rende il colesterolo cosiddetto buono (HDL) cattivo come il suo alter egoil colesterolo LDL. E' stato scoperto che l’apolipoproteina A1, quella cioè che consente al colesterolo HDL di essere cardioprotettivo, può in alcuni casi subire in un suo tratto chiamato oxTrp72-apoA1, un processo di ossidazione e non riesce più a svolgere il suo compito di “spazzina”.

Secondo la ricerca, pubblicata su Nature medicine, la presenza di un alto numero di questo HDL anomalo potrebbe essere usato come indicatore del rischio cardiaco.

Il colesterolo buono che normalmente protegge il cuore spazzando via il colesterolo in eccesso e portandolo al fegato dove verrà distrutto può insomma tramutarsi in cattivo.

Da molti anni tuttavia c’erano stati diversi studi che avevano dimostrato come il colesterolo “buono” ha in realtà un comportamento più complesso del previsto.

Negli studi fatti in precedenza si era visto che, nei pazienti che avevano avuto infarti o ictus e quindi un danno alle arterie, i livelli elevati di HDL comportavano un comportamento strano: la prognosi non solo non migliorava, ma in alcuni casi peggiorava.

Lo studio della Cleveland Clinic potrebbe essere il punto di partenza per creare farmaci in grado di bloccare la trasformazione del colesterolo buono in cattivo.

Nel frattempo bisognerà ora capire se l’elevato tasso di HDL si associ realmente con un rischio aumentato di recidive infartuali o di ictus.

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